FESTIVAL 2017

 

PRESENTAZIONE

Il Festival del pastoralismo è nato nel 2014 in un clima di rinnovato interesse per le tradizioni pastorali di un territorio ad economia avanzata ma caratterizzato da una storia molto legata alle transumanze ovine e bovine e allindustria delle lana e con una grande tradizione casearia. La pastorizia transumante è tutt’oggi praticata e tutt’altro che in declino. Sono famosi la pecora bergamasca, il cane pastore bergamasco e i bergamini (allevatori-casari seminomadi che dalle valli bergamasche scendevano in inverno verso la pianura padana).Quest’anno saranno proprio loro, i bergamini, uno dei temi conduttori del Festival. Con la prospettiva di aprire un “anno dei bergamini” che si concluderà, in corrispondenza con l’edizione 2018 del Festival, con un convegno internazionale di studi storici sulle transumanze alpine ma anche sul commercio di bestiame e latticini e sulla genesi dell’industria casearia.

A sottolineare l’importanza del tema sarà organizzata per la prima volta a città bassa la “Transumanza dei bergamini”, rievocazione (con animali e carri) del passaggio delle mandrie provenienti dalla Valbrembana e che, passando per la città, si dirigevano poi verso il milanese, il lodigiano, il cremasco. Per rimarcare la stretta connessione tra i bergamini e le tradizioni casearie sulle quali si innestò l’industria casearia lombarda e nazionale il festival organizza anche una camminata gastronomica (“Stracchinando”) che coniuga la scoperta del “pianeta stracchini” (in tutte le sue declinazioni) con quella delle mura venete nell’anno della loro proclamazione quale patrimonio Unesco. Le tappe abbineranno porte e tipologie di stracchino (si potrà visitare con la presenza di guide l’interno della P.ta Sant’Alessandro e la cannoniera di San Giovanni)

Quest’anno sarà inserito per la prima volta anche il tema della lana. Un tema che ci si propone di sviluppare nelle prossime edizioni in parallelo con il decollo in Valgandino di un progetto di rinascita di una filiera della lavorazione della lana bergamasca a km zero (dalla pecora ai prodotti finali).

Parallelamente alle iniziative finalizzate a far conoscere le radici storiche del pastoralismo bergamasco e lombardo (e il valore attuale delle attività pastorali in termini ecologici, sociali, alimentari), il Festival ha puntato dall’inizio alla riscoperta di espressioni culturali pastorali: la cultura dei campanacci da pascolo, gli strumenti musicali dei pastori (cornamusa bergamasca, corno musicale di capra e bovino, corno delle Alpi in legno). Anche quest’anno sono previste attività

Già dall’edizione 2016 alle iniziative in tema di radici territoriali si sono affiancate quelle rivolte a far conoscere le tradizioni e realtà pastorali di altre regioni e paesi.  Nel programma dell’edizione 2017 si è dato ampio spazio alla realtà della Romania, un paese che in Europa si distingue per la presenza di culture rurali e pastorali che hanno saputo conservare la loro vitalità e diversità nel contesto di un continente dove (da Ovest a Est) l’industrializzazione agricola e l’esodo rurale hanno comportato la perdita irrimediabile o lo stravolgimento di un grande patrimonio culturale.

Il ricco programma che il Festival è orgoglioso di offrire è il risultato dell’allargamento della cerchia di collaborazioni con enti e associazioni. Un risultato dello spirito di apertura del Festival del pastoralismo ma anche il segno che le tematiche da esso proposte incontrano sempre maggiore interesse.

Michele Corti
(presidente)

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