Filera lana Gandino

testata_con_loghiSabato 18 novembre 2017

ore 10.30

Al Festival del pastoralismo

(Sala Porta Sant’Agostino, Bergamo alta)

PROGRAMMA

Saluto

Michele Corti – Presidente Festival del pastoralismo di Bergamo

Filippo Servalli – Vice sindaco Comune di Gandino

La lana in Valgandino: una storia vera

Prof. Piero Gelmi – storico-

Presentazione delle collezioni in Lana di pecora Bergamasca

Aurora Bertocchi – Stilista

Aziende: Manifattura Ariete, Lafitex, ITB, Isaia, Torri Lane, Feltrificio Gusmini.

Conclusioni

Silvia Bosio – Sindaco di Peia

Al termine assaggi a cura della Comunità del mais Spinato di Gandino

info: festivalpastoralismo@gmail.com     3282162812

Tre_stemmi_Gandino


Rinasce la filiera della lana in val Gandino (una storia che continua dal medioevo, senza interruzioni)

In Val Gandino, a pochi passi dalla chiesa di Santa Elisabetta a Peia, è presente da secoli l’imbocco della “Via della Lana”, un’antica mulattiera che ha consentito nei secoli il commercio dei pregiati pannilana prodotti in Valle.

Una storia incredibile dal fascino autentico, che oggi è destinata a rivivere grazie ad una semplice, duplice constatazione: la presenza in Val Gandino di una residua filiera altamente specializzata, unica nel suo genere in Italia, e la possibilità di dare ad essa uno scopo ed un brand che ne rafforzino la capacità di penetrazione sui mercati.

In Valle Gandino (e più in generale in Bergamasca) c’erano e ci sono pascoli e pastori, ma anche competenze artigianali uniche legate al lavaggio, alla filatura, alla tintura, al finissaggio. Nel 1400 fra Peia e Gandino c’erano più pecore che abitanti ed il “panno bergamasco” indicava sin da allora una denominazione d’origine precisa e riconoscibile sui mercati.

Ci sono icone fortemente evocative a livello culturale: dalle camicie scarlatte dei Mille di Garibaldi tinte a Gandino al saio reliquia di S.Padre Pio custodito dalle Suore Orsoline, dalla Via della Lana di Peia all’ultima Ciodera, presso il Lanificio Torri nel fondovalle. Per non parlare del Museo della Basilica di Gandino con i suoi antichi tessuti e del Museo del Tessile di Leffe con i propri macchinari funzionanti.

La Lana Valgandino e la filiera produttiva ad essa legata possono esprimere un’innovazione di grande prospettiva, nei campi più disparati: dall’abbigliamento tecnico al biomedicale, dall’agricoltura all’hitech”. Emergono in Valle le esperienze della famiglia Pasini, che ancora lava grezza conferita dai pastori locali e che produceva grazie al nonno Rino Pasini gli antichi mantelli al punto da essere definito “il sarto dei pastori”. La famiglia Presti porta avanti l’antica arte della tintoria, mentre i Bosio di Peia ed i Savoldelli di Gandino tengono viva l’antica competenza di cardatura e filatura.


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