Samadùr

Samadur

Il gruppo nasce nel 1992, ed esegue brani del repertorio tradizionale bergamasco si tratta di polke, mazurke, scotìsc, burée, polesane, valzer, monfrine e canzoni. Gli strumenti suonati sono il baghèt (la cornamusa bergamasca), il flauto della Valle Imagna, (un flauto dolce di origine medievale chiamato siglòt), i tarlèk (specie di nacchere bergamasche), “le campanine” (una specie di xilofono costruito in casa e usato come strumento propedeutico alle campane, ma passato all’uso in famiglia per accompagnare altri strumenti come il mandolino o il flauto, per rallegrare le lunghe serate invernali, passate in casa o nelle stalle).

Gli abiti indossati dal gruppo son quelli portati ancora oggi dai pastori della provincia di Bergamo e sono stati scelti perché ancora “vivi”, quindi senza reinventare nulla ma utilizzando quelli ancora in uso. La giacca (la gaìana), la camicia bianca (la biolda), il gilet (ol còmes), i calzoni (i tragne), gli scarponi (i fangùse), i gambaletti (i scalfarècc) e il mantello (gabà) sono gli elementi che compongono questo particolare vestito. L’adesione di nuovi componenti al gruppo, tutti molto giovani, è particolarmente importante perché è la prova del desiderio di riscoperta della propria cultura e della propria identità.

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Il gruppo in genere preferisce gli spettacoli negli spazi aperti, cortili, aie, piazze, in modo da coinvolgere il pubblico e portare le persone a cantare. Abbiamo anche materiale per dimostrazioni nelle scuole come diapositive sulla costruzione degli strumenti e dimostrazioni di come si suonano e mostrare aspetti della vita dei tempi passati.

Il repertorio dei Samadùr trae maggior ispirazione dalle nostre musiche bergamasche, raccolte per la maggior parte sul territorio da Piergiorgio Mazzocchi. L’area interessata abbraccia le tre valli, Seriana, Brembana e Imagna, comprendendo parte dell’alta pianura bergamasca. Abbiamo quindi arrangiato per la pia baghèt suonate raccolte da campanari, canti caratteristici di famiglie locali o di particolari paesi. Si spazia dalle marcette alle polke, dai valzer agli scotìsc, alle mazurke ai brani lenti.

I Samadur si pongono inoltre come obbiettivo non soltanto il recupero e la divulgazione di canti e musiche, ma anche la formazione e la crescita di nuovi baghèter.

I Samadur sono:
Piergiorgio Mazzocchi: baghèt, siglòt, tarlèk, campanine & voce
Carlo Musitelli: baghèt, piva dell’appennino modenese
Marco Cefis: baghèt

 

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