Dicono del Festival

Lo street food di domenica 30 ottobre visto da alcuni studenti tedeschi

(07.11.16) Lo street-food del festival (capra alla neretese – con i peperoni – polenta con sugo di capra, zuppa di legumi alla vibratese – con fichi e Montepulciano d’Abruzzo) visto da alcuni dei partecipanti: un gruppo di studenti dalla Germania

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Oggetto: Cronaca tedesca di una capra alla neretese a Bergamo!

MASSIMO PIZZINGRILLI (professore): Domenica scorsa, 30 ottobre, ho avuto la fortuna di capitare a Bergamo con un alcuni miei studenti del Dipartimento di Economia e Scienze sociali della University of Applied Sciences di Osnabrück (Bassa Sassonia), durante un viaggio studio sulle forme alternative di credito e le economie rurali sostenibili. È stata un’occasione imperdibile poter assaggiare, di ritorno dalla Sardegna, le specialità dell’Abruzzo in una città del nord Italia, e in più dare anche agli studenti questo privilegio. Siamo saliti a piazza Mascheroni e abbiamo trovato lo stand della capra alla neretese e la zuppa antica di ceci della Val Vibrata. Con mia gioia ho trovato anche il prof. Francesco Galiffa allo stand, esperto della tradizione abruzzese e non solo, che sulla zuppa di ceci e le antiche ricette del pane aveva già tenuto una lectio magistralis all’evento di CA.MUS. (Catering della Musica) il GIORNO DEL PANE, lo scorso 2 ottobre, a Garrufo di S. Omero (TE). Ho mangiato la zuppa di ceci, squisita, e degustato il montepulciano di Montori. Ho potuto constatare dalle facce di astanti e commensali che anche la capra alla neretese ha fatto un grande successo, del resto la gente non smetteva di mettersi in fila finché non è stato raschiato pure il fondo delle pentole! Bellissima iniziativa.

LEON SENTIS (studente): Purtroppo non sono stato tanto alla festa, sono arrivato tardi. A ogni modo devo dire che il cibo (ho provato la capra) era davvero delizioso. Inoltre la gente dello stand era gentile e l’atmosfera attorno, anche per il luogo ben scelto, era molto bella.

SARAH ALSCHNER (studentessa): Io ho provato purtroppo solo un po’ di capra, era davvero buona. E poi devo dire che mi ha entusiasmato vedere che lo stand è piaciuto così tanto, la fila non terminava mai e alla fine non c’era più nulla, avevano spazzolato tutto!

JUDITH ANNA MARIA HERRES (studentessa): Ho mangiato la zuppa di ceci e a me è piaciuta molto, specialmente per i fichi, per i miei gusti sarebbero potuti essere anche un po’ di più! Questa combinazione di sapori è stata un’esperienza di gusto totalmente nuova per me e accompagnata dal buon vino rosso è stato un pranzo proprio delizioso!

HARALD TRABOLD (professore): Ho mangiato la carne di capra, che era molto buona! Mi sarebbe piaciuto avere giusto un un po’ di peperoni in più, perché nel mio piatto era capitata quasi solo carne. E anche il vino rosso era buonissimo!

NATALIA SPETTER (studentessa): La zuppa di ceci era molto buona e di una buona consistenza, non troppo liquida. È una buona ricetta da rifare e ci proverò sicuramente. È assolutamente un piatto da raccomandare! E anche il vino era buono. La prossima volta sarebbe bello usare stoviglie e posate non di plastica, secondo un modello più sostenibile.

LORENZO GRANI (ristoratore  della TRATTORIA AM RATHAUS a Osnabrück): Innanzitutto mi è piaciuta molto l’idea, socialmente esemplare, che con pochi euro si poteva gustare un piatto di un cuoco stellato! Ho potuto assaggiare la zuppa di ceci, speciale! Il fatto che ci fosse un’alternativa vegana in un repertorio culinario tradizionale è la prova che le vecchie tradizioni non sono affatto anacronistiche, al contrario sono più moderne che mai, lo sguardo indietro ci indica un futuro possibile, con cibo sano e sostenibile… La zuppa mi è piaciuta molto anche per il fatto che era molto densa, che si poteva mangiare anche in piedi, anche camminando per così dire, un cibo di strada ma con le stelle Michelin. E il sapore era semplice ma gustoso, mi è piaciuta tanto, era buonissima!

MARION DRÖGE (studentessa): Domenica scorsa abbiamo trovato nella città vecchia di Bergamo uno stand gastronomico da sogno! Si trovava al centro di una bellissima piazza storica. C’era il sole e 21 gradi in strada. Davanti al gazebo dello stand non finiva mai la fila delle persone che non aspettavano altro che mangiare le specialità di Nereto. Da un grosso pentolone usciva un appetitoso gulasch di capra e dall’altro un delizioso minestrone di ceci. È stata un’esperienza magica.

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