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Il lupo è diventato una questione sociale che coinvolge gruppi diversi della popolazione e presenta pesanti implicazioni politiche. Non riguarda più solo gli allevatori, ma una vasta platea di cittadini che sentono l’esigenza di approfondire il problema, non condizionati dalla narrazione dominante.
Simboli di una ideologica “rivincita della Natura”, testa d’ariete di una “rinaturalizzazione radicale”, i grandi carnivori sono stati sovraccaricati di significati che oltrepassano il dato biologico. Nel frattempo, la dimensione umana e sociale del loro impatto continua a essere ignorata. Così si è determinata una polarizzazione che preclude qualsiasi dibattito costruttivo. Per avviarlo è necessario riconoscere che il ritorno di lupi e orsi non è socialmente “neutro” ma penalizza componenti socio territoriali deboli, che non godono l’appoggio dei media, delle cerchie intellettuali, delle agenzie pubbliche, delle ong, che, al contrario, ne ricavano spesso dei vantaggi.
Nel panorama editoriale italiano, a fronte di centinaia di opere pro-lupo (di vario spessore e genere), non si può trovare quasi nessun titolo che suoni “l’altra campana”. Con questo volume collettivo, che comprende contributi di studiosi di varie discipline, ma anche testimonianze di allevatori e di volontari di comitati e associazioni, si è inteso colmare un vuoto, mettendo a disposizione un insieme importante di materiali di informazione e approfondimento.

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VOLUME 15 X 21, 253 PAGINE, BROSSURA, Prezzo di vendita 10.00 €


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(16/05/2022) Favorita da un clima estivo, la Festa della pecora bergamasca al suo esordio ha coinvolto migliaia di persone. Due giornate intensissime. C’è stato spazio per far conoscere da vicino, dal vivo a grandi e – soprattutto – bambini, il mondo degli animali. Finalmente non solo in modo virtuale con il filtro della “narrazione da cartoon” che così negativamente pesa sulla cultura di oggi. I bimbi hanno giocato scatenando la loro fantasia, immergendosi negli odori, esercitando la tattilità, la manualità. La cucina ha sfornato migliaia di piatti, cotti e conditi a puntino (un po’a scapito della velocità), facendo conoscere gusti pieni e dimenticati . Una vera festa per i tanti pastori convenuti che hanno potuto confrontarsi a tu per tu con il pubblico e con esponenti politici e incontrarsi tra loro. Quella realtà un po’ distante , fascinosa ma poco conosciuta dei greggi e dei pastori è diventata famigliare, si sono accorciate le distanze, si è guadagnato in comprensione e rispetto reciproco. Il tutto ha ricevuto un ulteriore premio e significato dalla presentazione della legge di imminente approvazione in Consiglio regionale della Lombardia a sostegno del pastoralismo e della transumanza. Il pastoralismo, questo sconosciuto (anche per i funzionari regionali la stessa parola “esotica”) è diventato una realtà meno distante, meno marginale. Ora, grazie a questa Festa, molte persone in più, nella Bergamasca e anche in Lombardia hanno potuto capire che consiste in cultura, storia, prodotti di altissima qualità ottenuti in modo ecologico, cura del territorio, umanità, rispetto per gli animali, passione sincera. Come organizzatori ringraziamo prima di tutto chi ha avuto la pazienza di stare in coda, i pastori, i volontari che hanno sgobbato, l’amministrazione, il gruppo alpini, la comunità di Spirano che hanno accolto e fatto propria la Festa. Da ieri Spirano è un punto di riferimento in Lombardia per il pastoralismo, capitale dei pastori e della pecora bergamasca. Tutti gli attori coinvolti sono unanimi nel dare appuntamento al pubblico alla seconda edizione della Festa nel 2023 (stesso periodo) e si impegnano a offrire una kermesse ancora più bella.

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Un nuovo volume dalle nostre edizioni Festivalpastoralismo

Bergaminus vagabundus

La transumanza bovina tra le valli bergamasche e la Bassa (XIV-XIX secolo)

di Natale Arioli. Formato 23,5 x 16, 5 – brossura – illustrazioni B/N – 171 pagine. ISBN 9788894327270 – Edizioni Festivalpastoralismo – novembre 2021, prezzo di copertina 13€

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Natale Arioli, agricoltore, allevatore, già insegnante di istituto tecnico agrario, ha dedicato lunghi anni alla ricerca delle tracce dei bergamini transumanti, in particolare della val Brembana e della val Seriana. Ha esplorato archivi di stato (Bergamo, Milano, Lodi) e parrocchiali, ricostruendo i movimenti e le attività di questi personaggi “vagabondi” (un attributo che compare in un documento del Cinquecento) tra Quattrocento e Ottocento. La ricerca di Arioli aggiunge elementi sostanziali alla comprensione del fenomeno bergamino e della nascita del sistema dell’affittanza agricola nella Bassa Lombardia.

Oltre a riportare ampi stralci dei documenti originali, il volume riporta alcune appendici con documenti del tardo Settecento e del primo Ottocento che elencano cascine del lodigiano e del milanese e le numerose famiglie bergamine nei “Chiosi” (l’area di Lodi fuori le mura). Ne escono storie di grande intraprendenza che parlano di bergamini che, già nel Quattrocento, prendono in affitto grandi fondi di monasteri, di bergamini che commerciano bestiame con la Svizzera e sono impegnati, oltre che nell’allevamento e nell’attività casearia anche in altre attività e commerci legati alle risorse della montagna bergamasca (ferro).

Scritto con uno stile piano e discorsivo, il libro consente di avvicinare il lettore, senza intimidirlo con linguaggi e apparati accademici, alla documentazione storica di secoli fa. Una documentazione che fa emergere una storia viva, che parla di animali, di attrezzi per la lavorazione del latte, di formaggi, di movimenti economici non da poco, che ci proietta all’indietro alle origini di questa storia nella quale hanno le loro radici tante famiglie lombarde e padane (piemontesi ed emiliane). Ritroviamo molte voci che appartengono ancora ai dialetti lombardi rafforzando la vivacità e l’immediatezza della narrazione. Decine di famiglie troveranno qui citati i loro avi e frammenti loro vite, laboriose e dinamiche, tra montagna e pianura.


Le immagine della Transumanza dei bergamini 2021

Vista da Caterina Cantù


Le immagini della Transumanza dei bergamini

(vista da Mauro Scattolini, fotografo)

Teatro dei bergamini, Corte del castello visconteo di Pandino

Le immagini della Transumanza dei bergamini

(vista da Angelo Locatelli, bergamino)

Sappiamo che in molti avete scattato al passaggio della Transumanza. Mandateci le vostre foto a info@festivalpastoralismo.org e le pubblicheremo volentieri.

Dalla carrozza

Le immagini del concorso abbinato alla Transumanza dei bergamini 2021

Tappa a Pandino

Un nuovo libro edito dal Festival del pastoralismo

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Le immagini della Transumanza dei bergamini 2021 (Bergamo – Lodi vecchio)

Abbiamo pubblicato una prima photo gallery. Seguiranno altre gallery relative al concorso fotografico e ai fotografi che hanno seguito l’evento.

Tappa a Pandino della Transumanza dei bergamini 2021

Uno dei momenti più importanti del Festival del pastoralismo 2021 è stato rappresentato dalla commemorazione di Tino Ziliani, il presidente dei pastori lombardi scomparso improvvisamente il 24 febbraio dello scorso anno. Sull’evento si veda l’articolo a cui si accede dal link qui sotto.


Domenica 31 ottobre – Giornata conclusiva del Festival del pastoralismo di Bergamo. Vi aspettiamo al Parco dei Colli di Bergamo (via Valmarina 25)

dalle 10:00 alle 18:00

Sabato 30 ottobre 2021. Minitransumanza delle mura e dei colli di bergamo

TORNA IL FESTIVAL DEL PASTORALISMO A BERGAMO

(29-31 ottobre 2021)

La tradizione iniziata nel 2014 si è interrotta solo nell’anno nero del contagio. Le pecore bergamasche saranno protagoniste, non solo della mini transumanza delle mura e dei colli (sabato 30): un incontro simbolico tra il pastoralismo e una città, un territorio che hanno dato il nome ai bergamini, alla pecora bergamasca, al cane pastore bergamasco, emblemi conosciuti ben oltre la Lombardia.

Il Festival, a parte la mini-transumanza si svolgerà presso l’antico monastero di Valmarina, sede del Parco dei Colli. Come da un programma consolidato, ai momenti spettacolari e di intrattenimento si alterneranno occasioni per fare il punto sulla realtà odierna e le possibilità di valorizzare – in senso economico, culturale, turistico, ambientale, le importanti risorse del pastoralismo bergamasco. Così si parlerà di progetti molto concreti di valorizzazione sia della carne (sabato 30) che della lana della pecora gigante bergamasca (domenica 31), in occasione di due convegni promossi, il primo dalla Camera di Commercio di Bergamo (carne) e il seondo dal Gal Valseriana (lana). Carne (e formaggi) saranno anche in degustazione e in vendita. Verranno presentati tre nuovi libri in tema di pastori e cultura pastorale e vi sarà anche uno stand di libri.

Domenica 31 Mostra locale della razza bruna italiana. Ci sarà anche un momento molto importante dedicato alla commemorazione di Tino Ziliani, scomparso nel 2020, un personaggio che lascia un vuoto difficilmente colmabile nel mondo dei pastori transumanti e al quale il Festival deve molto.

In alcuni ristoranti, in occasione del Festival e per il mese di novembre, si troveranno piatti a base di carne di ovino bergamasco.

VAI QUI ad approfondire il programma con le varie attività

2 pensieri su “HOME

  1. Pingback: A Bergamo il Festival del pastoralismo - Alzano Cene Blog

  2. confermo la mia presenza all’evento del 2/11/2019 alle ore 10 in val marina . Ringrazio e cordialmente saluto. Bonifaccio

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