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In ricordo di Tino Ziliani

Tino al primo Festival del pastoralismo di Bergamo (il “campo dei pastori” ad Astino

Il Festival del pastoralismo intende dedicare a Tino Ziliani, che fu tra gli attivi promotori della prima edizione nel 2014, un evento – dedicato alle greggi e ai pastori – da tenersi in primavera a Spirano (Bg). Tino è scomparso improvvisamente il 24 febbraio e vi è il fondato timore che anche l’anniversario non potrà essere l’occasione per quella commemorazione che gli amici di Tino aspettano. Non è certo il caso di organizzare una commemorazione online. Anche l’appuntamento di primavera, a metà aprile, non è affatto al riparo dalle misure Covid.

In qualche modo è però giusto ricordarlo – senza aspettare le calende greche – con delle qualcosa che vada al di là del necrologio. Michele Corti, presidente del Festival del pastoralismo, che ha seguito, sin dalla nascita nel 2000, l’Associazione pastori camuni (poi “lombardi”) presieduta da Tino, ha scritto una traccia di una biografia di Tino che potrà essere ampliata quando sarà possibile spostarsi, incontrare di persona i parenti, gli amici, i tosatori, i pastori e ricostruire la sua figura come essa merita.

Tino Ziliani e l’Associazione pastori lombardi (in ricordo di un pastore)


Nuova pagina : Note di storia della pecora e della transumanza bergamasca


Il cammino della transumanza dei bergamini non si ferma. 2021: Bergamo – Lodi

ABBIGLIAMENTO PASTORALE

Ol capèl di bergamì (disponibile per chi si associa al Festival del pastolalismo Bergamo) ordinalo online

Per conoscere dove e come nasce il cappello e la sua storia vai alla pagina


CONCLUSA LA TRANSUMANZA DEI BERGAMINI

(05/10/2020) Si è conclusa ieri, domenica 4 ottobre a Gorgonzola la Transumanza dei bergamini 2020. Quattro tappe per quaranta chilometri. Partita con il sole mercoledì da Bergamo è arrivata a Gorgonzola (dopo una tappa in piazza a Inzago) con un sole splendente. Solo la giornata di venerdì 2 è stata caratterizzata dalla pioggia che ha costretto ad annullare il programma serale.

Attraversando 13 comuni, nel contesto di un territorio fortemente urbanizzato, la transumanza di quest’anno – prima esperienza in assoluto di questo genere di rievocazioni in Lombardia – ha rappresentato un “collaudo” impegnativo per l’organizzazione del Festival del pastoralismo. Che è stato superato grazie all’impegno di una cinquantina di volontari aderenti a diverse associazioni.

Per il prossimo anno, con una decina di giorni di anticipo (alla sera iniziava a fare fresco e umido anche nelle belle giornate) , l’appuntamento è lungo la tratta Bergamo – Lodi.

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A DALMINE PRIMA TAPPA DELLA TRANSUMANZA DEI BERGAMINI (con Luciano Ravasio)

(29.09.2020) Arrivano finalmente i meritati tributi ai bergamì, a questi personaggi così emblematici, “veramente figli della terra di Bergamo” come scriveva il Volpi nel 1930, ma che possiamo dire anche veramente figli della terra lombarda, di cui conoscevano valli e pianure. Dopo il film “L’ultimo bergamino”, proiettitato per la prima volta a Fuipiano lo scorso sabato 26 settembre (seconda proiezione a Inzago, Milano dove è stato girato, domani 30 settembre ) arriva anche la canzone. Che non poteva che essere della voce bergamasca per eccellenza, attenta alle radici rurali e pastorali della tèra de bèrghem: Luciano Ravasio. Sotto il programma della prima giornata della Reansumanza deu bergamini con la tappa a DALMINE

Partirà domani dalla Trucca (nei pressi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII), la Transumanza dei bergamini Bergamo – Gorgonzola. Non una sfilata rievocativa di pochi chilometri ma un tragitto di 40 km percorso con una piccola mandria di bovini da latte (Fabrizio Bertolazzi di Serina) reduce dall’alpeggio in alta val Brembana. Una transumanza “a scala 1:1” quindi, con tutti i problemi di una transumanza vera. A partire dalla ricerca dei prati lungo il percorso dove far sostare e pascolare gli animali e dalla ricerca di strade poco o nulla trafficate (facendo riscoprire aspetti suggestivi e inaspettati del territorio). Anche nella prima tappa Bergamo – Dalmine, pur nel contesto dell’intensa urbanizzazione si transiterà su vecchie strade campestri. A causa della visita, del ministro Manfredi all’Università, è stata annullato il passaggio per le vie di Città bassa (già percorse dalle “mini transumanze” del 2017 e 2019). Così il convoglio dei bergamini entrerà subito in territorio di Treviolo e arriverà a Dalmine (piazza del mercato e area a prato adiacente) alle 16.

Dalle 18 in piazza del mercato vi sarà distribuzione di polenta di farina di mais Spinato di Gandino condita con strachitunt dop e taleggio dop con latte della val Taleggio caseificato in val Talegigo a latte crudo (coop Sant’Antonio Vedeseta) nonché di casoncelli della bergamasca e scarpinocc di Parre conditi con burro di montagna (latteria sociale di Branzi) (accompagnamento Valcalepio doc).

Vi sarà la possibilità di acquistare formaggi, il cappello dei bergamini, il bastone dei pastori, libri. La serata della transumanza a Dalmine comprenderà la messa in scena di “quadri di vita bergamina”. Una teatralizzazione che vedrà attori protagonisti il Giopì e la Margì e il milanese Marino Zerbin. Un dialogo in bergamasco e in milanese che sottolinea come i bergamì fossero dei “ponti” tra la realtà bergamasca e qualla milanese (ma anche lodigiana, cremasca, bresciana e anche oltre).

Concluderà la serata (alle 21) Luciano Ravasio. Il noto cantautore bergamasco non poteva mancare a questo appuntamento dal momento che ha di recente composto una canzone dedicata proprio ai bergamì “cow boy nostrani a piedi” canta Tavasio (ma sempre con i cavalli e sapevano cavalcare a pelo). Il programma di Ravasio spazierà da canzoni popolari a tema a riferimenti alla recente triste vicenda Covid. Per ri-partire (come facevano sempre i bergamini anche dopo le “botte”).

Contatti: 3282162812 wp – festivalpastoralismo@gmail.com

ATTENZIONE: A CAUSA DELL’ARRIVO DEL MINISTRO MANFREDI A BERGAMO IL 30 SETTEMBRE, LA TRANSUMANZA NON ATTRAVERSERA’ LA CITTA MA MUOVERA’ ALLE ORE 14.30 DALLA ZONA OSPEDALE VERSO TREVIOLO


SUPER TRANSUMANZA A LECCO

Pubblicato il 21 maggio 2020di michelecrt

3000 pecore passano in città 

Lecco sfida Madrid e Marsiglia.  Sabato 23 maggio, in mattinata, passeranno dal centro di Lecco 3200 pecore dei pastori Galbusera, dinastia (alla quinta generazione) di pastori brianzoli doc. Sono diretti ai pascoli della Valsassina. E’ la prima volta che i tre greggi dei Galbusera effettuano la transumanza insieme. Uno spettacolo da non perdere. Ma sapevate che a Lecco c’è la Via delle Pecore e che …

La transumanza a Marsiglia

NUOVO STATUTO – In ottemperanza a quanto previsto dal d.lgs. 117/2017 l’associazione ha modificato lo Statuto. Nell’occasione la denominazione è stata cambiata in “Associazione Pastoralismo alpino APS (associazione di promozione sociale). Il nuovo statuto è stato registrato (vai a vedere lo statuto in vigore)

TRANSUMANZA PATRIMONIO DELL’UMANITA’. COME CI SI ATTENDEVA L’UNESCO L’ HA PROCLAMATO L’11 DICEMBRE 2019 A BOGOTA’. IL FESTIVAL DEL PASTORALISMO PROPONE A CHI VUOLE SAPERNE DI PIU’ SULLA TRANSUMANZA ALPINA IL LIBRO EDITO DAL FESTIVAL DEL PASTORALISMO NEL NOVEMBRE 2019

Il volume, pubblicato nel novembre 2019 consta di 217 pagine, illustrato (B/N), carta lucida, brossura. Formato 23,5 x 16, 5. ISBN 978-88-943252-1-8. Prezzo di copertina 16 €.

Acquistabile on line su questo sito (vai qui) a 16 € (spese di spedizione comprese)

I contributi raccolti nel volume rappresentano nel loro insieme quanto di più organico prodotto sinora nell’ambito delle Alpi italiane sul tema della transumanza. Non mancano infatti studi specifici relativi a singole regioni o ad ambiti più ristretti e diverse pubblicazioni di carattere tecnico (sugli alpeggi), ma nessuno abbraccia l’intero Arco e l’insieme dei fenomeni qui trattati.  Qui, invece, vengono trattate le transumanze ovine e quelle bovine, la realtà dell’età moderna e quella contemporanea sino ad arrivare a considerazioni sulla realtà attuale della transumanza alpina. L’area interessata comprende la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Friuli.

Il volume, pubblicato nel novembre 2019 consta di 217 pagine, illustrato (B/N), carta lucida, brossura. Formato 23,5 x 16, 5. ISBN 978-88-943252-1-8. Prezzo di copertina 16 €.

Acquistabile on line su questo sito (vai qui) a 16 € (spese di spedizione comprese)

Contenuto del volume

Nota del curatore p. 11

Prefazione, di Gianpiero Fumi p. 13

La gente del nomos. Note di introduzione, di Giovanni Kezich p. 15

Transumanza e pensionatico nelle alpi friulane in età moderna: validità e limiti, di Mauro Ambrosoli p. 19

 Percorsi della transumanza lungo il canale di Agordo: persistenze tra preistoria e storia, di Elodia Bianchin Citton, Italo Bettinardi, Giulio di Anastasio, Gabriele Fogliata p. 31

Strategie di posta. a pastorizia transumante nel territorio padovano alla metà del Settecento, di Daniele Rampazzo p. 47

Transumanza bovina veneta, di Sergio Varini. p. 59

La geografia storica dei pastori bergamaschi, di Anna Carissoni p. 77

La pastorizia in alta Valcamonica dal 1500 alla sua estinzione, di Giancarlo Maculotti p. 85

I ‘bergamini’: un profilo dei protagonisti della transumanza bovina lombarda, di Michele Corti  p. 95

I malghesi dell’alta valle Brembana, e di alcune aree confinanti, nelle fonti d’archivio tra fine ‘500 e fine ‘700, di Natale Arioli p. 145

La routo: un’antica tradizione documentata dall’ecomuseo della pastorizia, di Stefano Martini p. 167

Alpi marittime: alla ricerca delle transumanze perdute, di Andrea Lamberti e Walter Nesti p.171

Transumanza in Piemonte: un’opportunità multifunzionale? di Luca Maria Battaglini. p. 189

 Dove vai, pastore? Centinaia di migliaia di passi sulle tracce del gregge, di Marzia Verona p. 197

Il ‘Progetto transumanza’: alle radici dell’identità biellese, di Emilio Sulis e Giovanni Vachino p. 209

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Transumanza patrimonio dell’umanità: tra pochi giorni la proclamazione

Manca solo l’approvazione finale del comitato intergovernativo dell’Unesco che si attende darà responso favorevole nella prossima riunione a Bogotà il 9-14 dicembre.  Intanto , relativamente alla realtà alpina, si segnala l’uscita di un volume sul tema che abbraccia diversi periodi storici e diverse regioni .

(22.11.19) Anno memorabile se, come tutto lascia prevedere, la candidatura della Transumanza a patrimonio dell’umanità, lanciata in Molise nel 2015, arriverà in porto a dicembre. Un evento che rappresenta il coronamento di un movimento di rinnovato interesse per una pratica che si sviluppò in epoche preistoriche nelle stesse aree dove avvenne la domesticazione dei principalo animali domestici e che interessa più continenti.  Alla transumanza viene assegnato un grande valore ecologico; ostacolata, guardata con sospetto, contrapposta alla più “razionale” e “ordinata” pastorizia stanziale, la transumanza si sta prendendo delle rivincite in un periodo di ripensamento critico di sistemi di produzione agrozootecnica poco sostenibili, indifferenti all’esigenza di adattamento all’ambiente e di rispetto delle culture umane. Alla candidatura italiana si erano associate la Grecia e l’Austria; in Italia al  Molise anche altre regioni del Sud, per la transumanza alpina, la Lombardia e la provincia di Bolzano.

Capire la transumanza nella sua poliforme realtà

Le transumanze assumono caratteri molto diversi a seconda della specie animale e dei contesti agricoli, orografici ecc.  La transumanza alpina, intrecciata alla pratica dell’alpeggio, non conosce (almeno in epoca contemporanea) la realtà del tratturo ma le sue direttrici sono, nonostante questo, ben strutturate. Movimenti all’interno del massiccio alpino, entro le valli, tra le valli, da una regione all’altra, dalla pianura alla montagna definiscono un sistema complesso. Pochi sanno che, in certe zone della pianura padana, convergevano pastori friulani, veneti, trentini, lombardi e dell’appennino tosco-emiliano. Anche sugli alpeggi potevano trovarsi pastori transumanti provenienti da località vicine come pastori di altre regioni. Per conoscere questa realtà è appena uscito il volume “La Transumanza tra storia e presente” edito dalle edizioni Festivalpastoralismo.

Non solo passato

Anche se meno imponente, in passato, delle transumanze tra i pascoli appenninici e le pianure delle Maremme e della Puglia, la transumanza alpina è oggi è  una realtà consistente, specie in Lombardia, con  150  mila pecore che si spostano ogni autunno e primavera tra la pianura padano-veneta e le Alpi, spesso ancora a piedi.  Ancora praticata è anche la transumanza bovina, anche se  molto ridotta rispetto al passato e quasi del tutto limitata al Piemonte. Per conoscere questa importante realtà, nella sua dimensione storica e attuale è stato pubblicato da pochi giorni un libro dalle nostre edizioni Festivalpastoralismo

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I contributi raccolti nel volume rappresentano nel loro insieme quanto di più organico prodotto sinora nell’ambito delle Alpi italiane sul tema della transumanza. Non mancano infatti studi specifici relativi a singole regioni o ad ambiti più ristretti e diverse pubblicazioni di carattere tecnico (sugli alpeggi), ma nessuno abbraccia l’intero Arco e l’insieme dei fenomeni qui trattati.  Qui, invece, vengono trattate le transumanze ovine e quelle bovine, la realtà dell’età moderna e quella contemporanea sino ad arrivare a considerazioni sulla realtà attuale della transumanza alpina. L’area interessata comprende la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Friuli.

Il volume, pubblicato nel novembre 2019 consta di 217 pagine, illustrato (B/N), carta lucida, brossura. Formato 23,5 x 16, 5. ISBN 978-88-943252-1-8. Prezzo di copertina 16 €.

Acquistabile on line su questo sito (vai qui) a 16 € (spese di spedizione comprese)

Contenuto del volume

Nota del curatore p. 11

Prefazione, di Gianpiero Fumi p. 13

La gente del nomos. Note di introduzione, di Giovanni Kezich p. 15

Transumanza e pensionatico nelle alpi friulane in età moderna: validità e limiti, di Mauro Ambrosoli p. 19

 Percorsi della transumanza lungo il canale di Agordo: persistenze tra preistoria e storia, di Elodia Bianchin Citton, Italo Bettinardi, Giulio di Anastasio, Gabriele Fogliata p. 31

Strategie di posta. a pastorizia transumante nel territorio padovano alla metà del Settecento, di Daniele Rampazzo p. 47

Transumanza bovina veneta, di Sergio Varini. p. 59

La geografia storica dei pastori bergamaschi, di Anna Carissoni p. 77

La pastorizia in alta Valcamonica dal 1500 alla sua estinzione, di Giancarlo Maculotti p. 85

I ‘bergamini’: un profilo dei protagonisti della transumanza bovina lombarda, di Michele Corti  p. 95

I malghesi dell’alta valle Brembana, e di alcune aree confinanti, nelle fonti d’archivio tra fine ‘500 e fine ‘700, di Natale Arioli p. 145

La routo: un’antica tradizione documentata dall’ecomuseo della pastorizia, di Stefano Martini p. 167

Alpi marittime: alla ricerca delle transumanze perdute, di Andrea Lamberti e Walter Nesti p.171

Transumanza in Piemonte: un’opportunità multifunzionale? di Luca Maria Battaglini. p. 189

 Dove vai, pastore? Centinaia di migliaia di passi sulle tracce del gregge, di Marzia Verona p. 197

Il ‘Progetto transumanza’: alle radici dell’identità biellese, di Emilio Sulis e Giovanni Vachino p. 209


Attenzione. L’EVENTO VENERDI’ 15 E’ ALLE 18:00 E NON ALLE 20:30 COME PRECEDENTEMENTE RIPORTATO


LA FESTA DELLA PECORA CONTINUA

FESTIVAL DEL PASTORALISMO DI BERGAMO
Il ritorno della pecora da latte nelle valli bergamasche

COMUNICATO STAMPA

(31.10.19) C’e’ in vista un arricchimento ulteriore della ricchissima varietà di tradizioni e tecniche casearie delle valli orobiche, sancita dalla proclamazione di Bergamo città creativa Unesco per la gastronomia non più tardi di ieri.
Sabato 2 novembre al Parco dei colli (Via Valmarina, Bergamo) si parlerà infatti
(convegno dalle 10) delle possibilità di avviare allevamenti di pecore da latte nelle valli , si parlerà anche delle problematiche dell’allevamento di questo tipo di animale e delle razze ovine con questa attitudine. Chi seguirà la “Giornata della pecora da latte” potrà assistere alla mungitura e alla caseificazione del latte ovino. A età giornata non mancherà la polenta (monovarietale con la farina del mais antico delle Fiorine di Clusone) accompagnata da formaggi vaccini e ovini e salumi di pecora.

Una curiosità? Una moda? No, nel modo più assoluto. Il Festival del pastoralismo ha la vocazione per proporre temi storici e culturali per favorire riscoperte e rispolvero di tradizioni dimenticate. Non solo in modo fine a sé stesso ma per incentivare l’economia del territorio (agroalimentare e turistica). Il tema della pecora da latte è un tema storico serio.

Da noi la caseificazione del latte ovino declina con la modernità mentre la vacca da latte compie la sua marcia trionfale legata all’intensificazione agrozootecnica e all’affermarsi di economie di mercato. Oggi, però, sono in atto fenomeni opposti. In montagna c’è il rischio dell’abbandono se non si promuovono forme di gestione agropastorale estensiva che abbiano valore economico ed ecologico. La capra si è già presa le sue rivincite, ora è la volta del della pecora da latte. E’ un ritorno, non una novità. Pochi sanno che, sino al Trecento, anche in Lombardia (al monte come al piano) il formaggio era prevalentemente ovino. E si è continuato a produrlo sino all’Ottocento.

Si fa l’errore di considerare la produzione di latte (e formaggi) ovini una esclusiva delle regioni mediterranee. In realtà il formaggio ovino era quello più consumato nella pianura padana ma anche nell’Europa centro settentrionale sino al Trecento. Anche in Inghilterra. Da noi gli alpeggi del vescovo di Bergamo erano caricati con pecore da latte. Ma le nostre pecore sono state munte ancora per secoli.
In tempi recenti, dopo che la lana, con gli anni ’60 del secolo scorso. è crollata di valore, l pecora Bergamasca è diventata sempre più “da carne” e siamo rimasti così senza pecore d latte. Chi oggi è interessato a recuperare una nicchia produttiva con il latte e i formaggi ovini, deve quindi rivolgersi altrove. Le pecore da latte più vicine sono quelle del Piemonte sud-occidentale. Qui troviamo la Frabosana delle Alpi marittime e la Langarola delle colline. Un’altra pecora piuttosto “vicina”, simile alle precedenti e presente in pianura padana con le transumanza era la Massese. Vanno quindi conosciute per poter scegliere. Poi ci sono la Sarda, la Frisona (olandese), la Lacaune (francese), la Assaf (israeliana)


SABATO, PER VENIRE INCONTRO ALLA CURIOSITA’ DI TANTI SARA’ POSSIBILE
CONOSCERE DAL VIVO QUESTE PECORE.



PER SAPERNE DI PIU’ SULL’EVENTO DEL 2 NOVEMBRE


QUESTO SITO HA SUPERATO 100 MILA VISITE (il 26 ottobre 2019)



AL VIA IL FESTIVAL DEL PASTORALISMO A BERGAMO

Bergamo si consacra capitale della transumanza del Nord Italia con i bergamini e la pecora “Gigante di Bergamo”

25 ottobre 2919

Bergamini e pecora “Gigante di Bergamo” al centro della sesta edizione del Festival del pastoralismo di Bergamo.

Il Festival del pastoralismo si conferma come manifestazione che collega storia e tradizione con aspetti di attualità che riguardano anche l’economia del territorio (turismo e agroalimantere, ma non solo).

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Il week-end inaugurale del Festival (che si protrarrà sino al 17 novembre) segue quello dedicato ai formaggi con una edizione speciale di FORME che ha coinciso anche con il World Cheese Award e la presentazione della pubblicazione sulle Cheese valleys, le valli orobiche culla di grandi tradizioni casearie, alla base della candidatura Unesco di Bergamo a “città creativa per la gastronomia”.

Non è solo passaggio di testimone tra eventi, ma un nesso profondo che lega queste iniziative. Il Festival, infatti, celebra la transumanza dei bergamini (con la sfilata rievocativa Sabato 26 per le vie di Bergamo bassa) perché sono loro: gli allevatori-casari transumanti che per sei secoli hanno fatto i pendolari con le loro mucche tra le valli e la Bassa, ad aver posto le basi della grande tradizione casearia orobica. La sfilata termina in Piazza Pontida (mercatino formaggi delle valli, polenta)

Domenica 27 con la ormai tradizionale Transumanza delle pecore sulle mura e sui colli di Bergamo si celebra, invece, l’altro aspetto del pastoralismo e della transumanza bergamaschi: quello legato alla pecora Bergamasca (la “Gigante di Bergamo”) e al suo sistema transumante. Arrivo alle 12 a Valmarina (Parco dei colli) con degustazioni di carne di pecora bergamasca, formaggi, polenta. Qui musica tradizionale bergamasca con baghet e flauti di Pan.

Bergamo capitale della transumanza del Nord Italia quindi, perché sia i bergamini con le loro mandrie e le loro attività casearie, che i pastori con le loro pecore, hanno impresso un forte influsso bergamasco e lombardo alla realtà pastorale e casearia alpino-padana. La Mostra aperta alla Porta Sant’Agostino (inaugurazione Sabato 26 ore 18) che resterà aperta (ore 10-19) tutti i week end e il ponte dei Santi, racconta di come la pecora Bergamasca ha impresso i suoi caratteri alla generalità delle razze ovine alpine. Essa è accompagnata da due mostre che guardano alla pecora e ai pastori con occhio d’artista (opere a soggetto pastorale di Giacomo Piccinini, noto pittore novecentesco bergamasco) e foto del giovane fotografo venero Mauro Scattolini che ha seguito assiduamente due pastori dell’alta val Seriana.

Pecora animale dalle grandi utilità. Non solo carne ma anche latte e lana. Il 2 Novembre alla sede del Parco dei Colli ci sarà una Giornata della pecora da latte con un convegno tecnico, una dimostrazione di caseificazione di latte ovino e una esposizione di razze di pecore da latte (in carne e ossa e lana). Nel Festival vi saranno anche presentazioni di libri e convegni anche su questioni di attualità. “Che fare dopo la chiusura del lavaggio lana di Gandino, ultimo del Nord Italia?” (incontro il 16 pomeriggio a Porta Sant’Agostino). “Come valorizzare i greggi transumanti per la cura dell’ambiente delle aste fluviali dell’Adda e del Brembo” (incontro il 16 mattina sempre alla Porta Sant’Agostino).

 

 

Modifiche programma: l’incontro sul tema “Natura vagante” precedentemente programmato per venerdì 15 novembre si terrà sabato 16 alla stessa ora (10:00). L’incontro sulla valorizzazione della lana, programmato per il 16 mattina è spostato alle 15:30

locandina (4)

PROGRAMMA COMPLETO

E DEFINITIVO DEL

FESTIVAL 2019

(26 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE)

Vai al programma


Transumanza-Cover

Novità.

Il Festival del pastoralismo avvia una collana editoriale. Il primo volume sarà presentato durante il festival, sabato 9 novembre, presso la sala delle mostre (Sala della Porta Sant’Agostino, Bergamo alta) ore 17,30 con il curatore e alcuni degli autori.


TORNA LA TRANSUMANZA DEI BERGAMINI AL FESTIVAL DEL PASTORALISMO

Data da ricordare: 26 ottobre

BERGAMO TORNA LA CAPITALE DELLE TRANSUMANZE DEL NORD ITALIA. NELLA STORIA DI BERGAMO C’E’ LA TRANSUMANZA DEI BERGAMINI CHE PASSAVANO PER LA CITTA’ CON LE LORO MANDRIE BOVINE E LA TRANSUMANZA DELLA PECORA BERGAMASCA, CON GREGGI CHE TUTT’OGGI SCENDONO A PIEDI DALLE VALLI E NON SOLO TRANSITANO MA ANCHE PASCOLANO IN CITTA’ (SENZA DIMENTICARE IL CANE PASTORE BERGAMASCO)

Dopo la prima edizione del 2017, torna quest’anno al Festival del pastoralismo di Bergamo l’evento più caratterizzante: la transumanza dei bergamì(n), gli allevatori-casari transumanti delle valli che svernavano nelle pianure lombarde. Il percorso che viene proposto per la rievocazione è quello seguito dalle mandrie che provenivano dalla val Brembana e che si dirigevano, lungo le vecchie mura, sino a Porta Osio che conduceva verso l’Adda e il Milanese.

Anche quest’anno sarà una mandria di Serina la protagonista della sfilata, con l’aiuto degli amici dell’ Associazione manifestazioni zootecniche di Serina .

In Piazza Pontida, dalle 10 mercatino di formaggi tipici di caseifici aziendali di allevatori delle valli e stand di abbigliamento pastorale. La Pro Loco di Gorgonzola (gemellata a Taleggio e fortemente impegnata a rivalutare la storia dei bergamini e dello “stracchino di Gorgonzola” ad essi legato), curerà la preparazione della polenta (con mais spinato di Gandino). Accompagnata dagli stracchini della più autentica tradizione valligiana e bergamina.

ASPETTIAMO TUTTI GLI APPASSIONATI


EVENTO SUL PASTORALISMO SULLE RIVE DEL PO, TERMINALE STORICO DELLA TRANSUMANZA BERGAMASCO-CAMUNA

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Castelnuovo1
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PRIMA DELLA FOTOGRAFIA. QUANDO L’ARTE E’ DOCUMENTAZIONE STORICO-ETNOGRAFICA

L’arte è una fonte preziosa di informazioni sulla storia sociale e del costume. Il piccolo venditore di latte. Opera del 1837 di Giuseppe Molteni (1800-1867).

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L’opera documenta quella “transumanza dietetica” che da secoli metteva in connessione le alte valli con le città (e che conosciamo attraverso le “grida” che la ammettevano in deroga ai bendi delle capre e i documenti che autorizzavano nominativamente i caprai a entrare in città). La transumanza dietetica consentiva di portare in città latte di capra fresco, che i medici hanno sempre raccomandato sia per svezzamento che per l’alimentazione dei malati. La capra arrivava a domicilio, sin dentro gli ospedali, in modo che il latte fosse consumato freschissimo (latte appena munto) risultando quindi igienicamente sicuro (il latte contiene molti componenti con azione batteriostatica che per alcune ore prevengono la proliferazione microbica). Alcuni caprai si recavano presso le case dei ricchi o dei malati, altri presso gli ospedali, altri svolgevano servizio di. strada
Come il giovanissimo capraio pronto a mungere la sua capra e a offrire il latte ai passanti ritratto da Molteni. Notare il misurino nella mano, il grembiule di tela azzurra, gli zoccoli calzati normalmente senza calze. Interessante anche il collare di legno della capra: un modello molto semplice ancora oggi utilizzato piegando un ramo, appiattendo una sua estremità e creando una chiave a incastro.

Siamo nelle vie di Milano. L’attività è durata sino a tutti gli anni Venti del Novecento, quando il Regio Decreto 9 maggio 1929, n° 994 impose la vendita del latte pastorizzato e proibì quella ambulante. L’opera di collezione privata è esposta alla Mostra “Romanticismo” alle Gallerie d’Italia, Piazza Scala 6 – Milano sino al 17 marzo. I caprai a Milano venivano principalmente da Carona e Branzi in alta val Brembana anche se questo quadro e le foto del primo Novecento mostrano sempre capre del tipo attualmente conosciuto come Frisa valtellinese. Data la minor distanza pare forse più plausibile, rispetto all’alta Valtellina, una provenienza dall’Ossola o valli del Canton Ticino da dove scendevano a Milano gli spazzacamini, ombrellai ecc. E’ documentata anche la discesa in pianura di caprai della Valcamonica; di certo raggiungevano Brescia e Bergamo, non sappiamo Milano.

(31.12.18)

Il Festival del pastoralismo augura

ai suoi simpatizzanti un

Felice 2019

ARRIVEDERCI AI PROSSIMI EVENTI

pastori e guide

15

22/12/18

Novità. Nuova pagina con la scheda tecnica sulla decorazione dei collari in cuoio delle mucche

vai a vedere


20/12/18

Il pascolo ovicaprino sulle superfici a rischio incendio riduce la massa combustibile e la probabilità di innesco di incendi. Necessaria una svolta di mentalità: nelle condizioni attuali è anacronistico difendere il bosco dal pascolo. Il pascolo in bosco non deve essere una “concessione” , l’eccezione alla regola, ma una modalità ordinaria di gestione agrosilvopastorale.


20/12/18

Novità La Fondazione Cariplo ha finanziato il progetto (capofila Parco Adda Nord) “NATURA VAGANTE: naturalità del territorio agrosilvopastorale per una rete ecologica integrata”. Chiaramente inspirato al pascolo vagante e al suo ruolo ecologico.

Il Festival del pastoralismo sarà soggetto attuatore di alcune iniziative in collaborazione con parchi, comuni e altri soggetti. In particolare rivolte a promuovere la conoscenza e la valorizzazione del ruolo ambientale, storico, culturale del pastoralismo transumante bergamasco-camuno.

Nell’ambito del progetto verranno organizzate delle “transumanze” (camminate eco-culturali) ma anche iniziative culturali (mostre, conferenze, pubblicazioni) e gastronomiche finalizzate alla valorizzazione della carne degli ovini transumanti (pascolo 365 giorni all’anno) e della lana (SAGRA DELLA PECORA GIGANTE BERGAMASCA). Ambito del progetto l’asta del basso Brembo, l’asta dell’Adda, il territorio dell’Isola bergamasca e delle sponde abduane.

fiume

(04.12.18)

NOVITA’: ORA PUOI DIVENTARE SOCIO DEL FESTIVAL DEL PASTORALISMO O FARE UNA PICCOLA DONAZIONE A SUO FAVORE CON UN CLIC

(paghi online anche con carta ricaricabile)

VAI ALLA PAGINA 

pecore_brescia-10

04/12/18

Novità Abbiamo inserito la pagina “Carne ovina bergamasca”con link alle aziende di pastori che commercializzano i propri prodotti (carne fresca e trasformata) (anche vendita on-line).


03/12/18

Novità Abbiamo inserito la pagina “Lavoro in alpeggio” con link al servizio di cerco/offro lavoro in alpeggio e in aziende di montagna del sito ruralpini.it. Con possibilità di inserire direttamente annunci di lavoro.


03/12/18

On-line la relazione annuale

dell’associazione Festival del pastoralismo (vai a vedere).


02/12/18

On-line gli ultimi bilanci

dell’associazione Festival del pastoralismo (vai a vedere).


02/12/18

Rinnovate le cariche sociali e lo statuto dell’associazione Festival del pastoralismo.

Qui il nuovo organigramma (con indicazione attività svolta, comune di residenza, email di ciascuno).

Qui lo statuto con gli aggiornamenti introdotti il 1/12/2018.



02/12/18

APERTO TESSERAMENTO 2019

L’associazione Festival del pastoralismo nel corso dell’anno organizza oltre al Festival altri eventi : mostre, camminata dei bergamini, incontri, laboratori. Seguiteci sul sito e la pagina facebook. Chi volesse partecipare attivamente alle nostre attività può divenire socio.

Tessera

La quota associativa è stabilita in 15€ (16€ se si desidera ricevere la tessera a casa)

Tessera 2019 + libro Dieta alpina 25€ (28€ incluso costo spedizione se si desidera ricevere a casa tessera e libro). Il valore del libro è 20€ (vedi acquisto con Amazon).

Per il pagamento effettuare un bonifico bancario (fatelo online, se no vi costa troppo, nel caso non foste pratici date il contante a un amico e fatevelo fare a vostro nome)

beneficiario:      Associazione Festival del Pastoralismo – Bergamo

IBAN      IT17M0335901600100000133711

causale:   tesseramento /  tesseramento + libro

Indicare il vostro nome e cognome / indirizzo postale completo / indirizzo email

per ogni chiarimento scriveteci a: festivalpastoralismo@gmail.com




 

 

 


 


Contatti festivalpastoralismo@gmail.com

2 risposte a HOME

  1. Pingback: A Bergamo il Festival del pastoralismo - Alzano Cene Blog

  2. Bonifaccio Luciano ha detto:

    confermo la mia presenza all’evento del 2/11/2019 alle ore 10 in val marina . Ringrazio e cordialmente saluto. Bonifaccio

    "Mi piace"

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