HOME

CUCINA DELLE ALPI

Pronto il programma del ciclo “gastroculturale” CUCINA DELLE ALPI.Conversazioni a cena con cinque artigiani del cibo  Dal 4 marzo al 29 aprile 2017 alla Bibliosteria di Cà Berizzi Corna Imagna.  Cinque serate che esprimono il paesaggio del cibo di cinque realtà alpine, espressione della variegata cultura umana alpina e della sua natura
fersina

di Michele Corti

(03.02.17) La rassegna è Organizzata da Cà Berizzi (la BibliOsteria) di Corna Imagna con il Cnetro studi valle Imagna e il Festival del pastoralismo. L’iniziativa ha coinvolto cinque realtà culturali alpine da Cuneo a Udine: la valle Stura di Demonte  (Cn), l’alta Valsesia (Vc), la valle del Fersina (Tn), la Valsugana-Lagorai (Tn) , Gemonese (Ud).

Presso ciascuna di queste realtà sono attive delle associazioni culturali o degli ecomusei che da tempo promuovono la cultura locale e la cultura rurale alpina, anche nei suoi aspetti agroalimentari e gastronomici. Grazie a loro e alle persone che le animano (alcune delle quali conosceremo a Corna Imagna e che vi farò conoscere in antipico) è stato possibile organizzare la manifestazione. Le citiamo nello stesso ordine (da Ovest ad Est):Ecomuseo della pastorizia di Pontebernardo, Pietraporzio (Cn),Associazione “Gruppo walser Carcoforo”, Carcoforo (Vc), Associazione culturale “Schratl”, Palù del Fersina / Palai en Bersntol (Tn),  Libera associazione malghesi e pastori del Lagorai,  Telve (Tn), Ecomuseo delle acque del Gemonese, Gemona (Ud) .

Una rete di relazioni culturali

Dietro le sigle sopra riportate vi sono persone, facce note, amici che conosciamo da tempo (con i quali ci si sente anche spesso), e con i quali abbiamo partecipato ad iniziative (in qualche caso non solo una) sul loro territorio. Reti già esistenti che possono essere valorizzate, come in questo caso, per promuovere conoscenza reciproca e  il grande patrimonio della cultura del cibo ruralpina. Per molti sarà anche un’occasione per conoscere quelle lingue “minoritarie”, un tempo vere “lingue tagliate” (in gran parte sradicate dal monolinguismo imposto in Italia dal fascismo ma non solo da esso). Esse fanno delle Alpi un mosaico culturale e lingustico dove non è quasi mai lo spartiacque a fare da limes. Un mosaico fatto non di “blocchi compatti” ma spesso di isole e arcipelaghi linguistici variegati (basti pensare al romancio ma anche alle antiche parlate germaniche disseminate tra Trentino e Veneto). Un panorama quanto mai ricco.

Lingue e gastronomia: la ricchezza della cultura alpina

Quattro su cinque delle realtà invitate a Corna Imagna sono rappresentanti di “minoranze linguistiche”: Provenzale alpino (Occitano), Walser (lingua alemannica), “Mocheno”/Bernstoler (antica parlata baiuvara), Friulano. La particolare coloritura linguistico-culturale di queste terre si riflette anche nella cucina dando luogo ad interessanti considerazioni e a inedite esperienze.

Esperienze agricole, di azione locale, di resistenza montanara e umana

Vorremmo come organizzatori che a queste serate intervengano non solo gli appassionati di cucina e di cultura alpina, ma anche chi sul nostro territorio (la montagna orobica e lombarda più in generale) è impegnato in esperienze ri rigenerazione locale, comunitaria, agricola. Tutte queste esperienze parlano della, a volte faticosa, rinascita di produzioni agroalimentari: vuoi di una razza ovina o caprina, di una varietà di mais,

 IL PROGRAMMA


SABATO 4 MARZO 2017 – Lagorai – Valsugana (Trentino)            


La cucina di Luigi Montibeller, un inno alla biodiversità di Valsugana e Lagorai, terra ricca di pascoli e pastori: latte, formaggi, panna, burro di malga, patate, verdure e ce- reali, mele e miele, erbe aromatiche, asparagi selvatici, porcini e mirtilli rossi del sotto- bosco. Un viaggio spirituale dentro il cibo di un paesaggio di montagna: zuppa d’orzo con latte crudo e porcini del Lagorai, polenta di mais Spin. Vini: Rebo e Chardonnay.


botiro


SABATO 18 MARZO 2017 – Alta Valsesia (Piemonte)  

Saranno serviti piatti basati sulla produzione alimentare valsesiana del Quattro-Cinque- cento, quando in valle vi era una corrispondenza assoluta tra produzione alimentare e alimentazione. Le tre portate ( toma e salagnun, mocette e lardo con miacce, Wallisschuppa e Wiwellata ) sono costituite da piatti unici, non assimilabili a quanto attualmente definiamo antipasti, primi e secondi piatti.Vini rossi dei colli novaresi con uve Nebbiolo.

miacce

SABATO 1 APRILE 2017 – Territorio del Gemonese (Friuli)            

 Il territorio del Gemonese, all’imbocco della valle del Tagliamento, è un luogo di pas- saggio, dove i commerci, le migrazioni, gli spostamenti stagionali hanno portato con sé culture e colture, piatti e sapori di provenienze diverse. Qui opera l’Ecomuseo delle Acque, impegnato a interpretare il patrimonio agroalimentare locale, i cui prodotti simbolo sono il Pan di sorc e il Formaggio di latteria turnaria , presìdi Slow Food.

campolessi


 SABATO 24 APRILE 2017 – Valle del Fersina/Bersntol (Trentino)              

La Valle del Fersina-Bersntol, nel Trentino Orientale, è attraversata dal torrente Fersina ed è caratterizzata dalla presenza della minoranza linguistica Mòchena (in tre paesi si parla l’idioma germanofono). La cultura legata al passato teutonico si è portata appresso una serie di usi e costumi anche nel campo gastronomico. I Kuckeler , i Kròpfen , de Stèlzer sono solo alcuni dei piatti legati alla tradizione che si rinnova in continuazione.

fersina2

 SABATO 29 APRILE 2017 – Valle Stura di Demonte (Piemonte)        

 L’Ecomuseo della Pastorizia e il Consorzio l’ Escaroun ci introducono nella Valle Stura di Demonte, terra della pecora sambucana. Protagonista della serata è l’ agnello sambucano, presidio Slow Food. Oltre alla delicata e gustosa carne, viene offerto il formaggio la toumo , con salumi e paté. Un esperto dell’Ecomuseo ci illustrerà il patrimonio storico-cul- turale ed economico della Valle Stura, con al centro gli allevamenti ovini sambucani.

martini

Gli incontri sono articolati in due momenti; alle ore 18,00: convegno con presentazione degli ospiti, delle produzioni e delle attività dei rispettivi territori; alle ore 20.00: cena a base dei prodotti agroalimentari dei vari contesti; i singoli piatti vengono presentati e illustrati ai commensali dal cuoco regionale.

Le prenotazioni sono aperte

La cena 30 €, vini compresi – chi partecipa a tutte le 5 serate ha diritto ad una cena gratuita (Euro 120,00 anzichè 150,00) – Chi partecipa ad almeno 4 serate a un libro del Centro Studi in omaggio

info 366 546 2000  info@caberizzi.it

Cà Berizzi, Via Regorda 7, 24030 Corna Imagna (Bg

Chiusura del Festival con l’ultimo appuntamento

La mostra “La vacca dei poveri” chiude il Domenica 27. Sabato 26 novembre sempre presso la Sala dell’ex Ateneo (Piazza Reginaldo Giuliani/Piazza Duomo) a Bergamo alta alle 17:00 Presentazione del volume Culp de mòrbe che in modo originale presenta un capitolo importante della realtà rurale del passato: i rimedi delle malattie degli animali domestici.

culp de morbe

culp de morbe

Saranno presenti l’autore, Bruno Milesi e l’editore, Antonio Carminati, direttore del Centro studi valle Imagna. Con loro converseranno Michele Corti (ruralista e docente di zootecnia di montagna) e Roberto Maggi (docente di farmacologia) alla presentazione del volume seguirà la commemorazione di Alessandro Avogadri, presidente dell’Associazione valorizzazione degli alpeggi mancato nel luglio 2016


Il week-end 19-20 novembre al Festival

Venerdì 18 novembre a Bergamo alta alle ore 20.30 presso la Sala del Seminarino (ex cinema parrocchiale) In via Tassis 12, presentazione del film Enchikunye (ritorno a casa) di Sandro Bozzolo, Italia 2015, Durata: 43′. Culture diverse, colori della pelle diversi, età diverse ma più forte la condivisione dai valori del pastoralismo. Il titolo in lingua maa significa “tornare verso casa”.  Leaak giovane donna maasai kenyana, e Silvia, bergera piemontese trascorrono un’estate in alpeggio imaparando a conoscersi e raccontandosi.

Sabato 19 novembre a Bergamo alta, Sala ex Atneo (Piazza padre Reginaldo Giulia, entrata lato duomo si arriva da Piazza vecchia) h 17:00 L’asino: dalla soma all’onoterapia.  Conversazione con video a cura di Maurizio Cortinovis dell’associazione Asini si nasce e io lo naqqui – Bergamo.  E’ stato il “cavallo dei poveri” ed è tutt’ora utilissimo per trasporti e lavori agricoli. Oggi, però, l’asino si presta a nuovi servizi: è un manutentore del paesaggio e torna ad essere utilizzato per i lavori agricoli in aziende contadine e bio. Si presta ottimamente a fornire i servizi di soma per il trekking e attività sportive.Vi è un’attività, pero, che riveste un significato sociale di particolare importanza: l’onoterapia.asini5

  • Domenica 20 novembre. Sala ex Atneo (Piazza padre Reginaldo Giulia, entrata lato duomo si arriva da Piazza vecchia) h 16:00  Le Orobie e le loro tradizioni casearie L’occasione della presentazione del volume (uscito la scorsa estate) Zootecnia e caseificio. Tradizioni da leggenda in Valsassina (di M. Corti. G. Camozzini. P. Buzzoni, editore Bellavite) sarà occasione di un dialogo tra Valsassina e valli bergamasche sul tema di una realtà casearia orobica forte delle secolari relazioni e scambi tra valle Brembana, val Taleggio, valle Imagna, Valsassina e le valli orobiche valtellinesi. Essa  poggiava sulla grande competenza allevatoriale e casearia dei bergamini, una “tribù” fortemente collegata da intrecci famigliari e professionali che abbracciavano tutte le valli.   Un’ occasione per parlare anche delle prospettive attuali. Saranno presenti gli autori, editore, Alvaro Ravasio di CasArrigoni, Taleggio e presidente dei Principi delle Orobie e altri rappresentanti dell’associazione (con assaggi caseari).

bergamini2Il volume presentato è corredato da centinaia di foto d’epoca delle quali verrà proiettato un saggio


Il week-end 11-12 novembre al Festival

Quattro appuntamenti di diverso tipo al festival questo fine settimana: film, gastronomia, letteratura, laboratorio artigianale

tiziano-valle-argentina-009-640x640-640x640Venerdì 11 novembre h 20:30 a Bergamo alta, Sala Seminarino, Via Tassis 12, Proiezione del film
Storie di uomini e lupi. Italia-Francia, 2015, 76’, di Alessandro Abba Legnazzi e Andrea Deaglio. Film inchiesta sul ritorno del lupo sulle alpi occidentali piemontesi e nelle vicine alpi francesi (saranno presenti in sala il regista e alcuni dei pastori intervistati che parteciperanno al dibattito). A cura Associazione Gente di MontagnaFestival del pastoralismo Bergamo con la collaborazione dell’Oratorio della parrocchia di Sant’Alessandro martire in cattedrale. info 3282162812

Venerdì 11 Novembre h 19:00 a Corna Imagna (Bg) presso la Bibliosteria di Cà Berizzi, Viagenova2 Regorda, 7, terzo incontro interregionale di cucina pastorale e contadina nell’ambito del Festival del pastoralismo di Bergamo La montagna genovese e la sua cucina: patata quarantina e molto altro . Ospiti d’onore in cucina la signora Rita Garibaldi, già cuoca dell’Antica Trattoria Garibaldi di Caminata in Valgraveglia, depositaria di molti segreti della cucina dell’entroterra ligure e Massimo Angelini, ruralista, scrittore, editore. Menù e vini strettamente territoriali. 25€prenotare al 3665462000 –  info@caberizzi.it Organizzato da Centro studi Valle Imagna – Cà Berizzi – Festival del pastoralismo Bergamo

14907162_1060595754039114_3824285481985736057_nSabato 12 novembre h 14:00 a Bergamo – Celadina, Villa Tasso. Piazza Alpi Orobiche, 4. Laboratorio di autocostruzione di corni da caccia, da posta e da pastore con visita alla Villa cinquecentesca dei Tasso A cura dell’etnomusicologo Giovanni Mocchi Prenotazioni e informazioni al cell. 3284819895 – Organizzato da Festival del pastoralismo Bergamo con la collaborazione dell’Associazione Nel nome dei Tasso e della proprietà della Villa.

Sabato 12 novembre 2016 ore 17:00 a Bergamo alta presso la Sala dell’ex atenechiara-1o in Piazza
Duomo a Bergamo alta alle ore  (dove è allestita la mostra: “La vacca dei poveri. La capra nella storia della società e della cultura) Presentazione del romanzo di Doris Femminis: Chiara cantantee le altre capraie. Saga di donne strette tra le montagne e il Cielo. Con l’editore Massimo Angelini e la lettura recitata di brani dell’opera.
Doris Femminis (Cavergno, 1972) Accanto alla professione di infermiera in psichiatria, per otto anni alleva capre in Val Bavona, poi parte alla scoperta della civiltà urbana; nel 2014, si trasferisce sull’altopiano del Giura per affondare nelle neve. Con una piccola automobile blu, oggi lavora come infermiera a domicilio.
 il romanzo di doris femminis è stato finalista e vincitore in tre premi letterari.


Scene di pastoralismo bergamasco del XIII sec.

mostra_capra2(07.11.16) La presenza della nostra mostra “La vacca dei poveri” (una storia sociale della capra) a fianco della  basilica di Santa Maggiore induce a sviluppare qualche interessante  “connessione”.  La splendida basilica  risale al XII sec. fu eretta per un voto dopo una terribile carestia seguita da un’epidemia di peste nel 1133. capolavoro romanico privo di facciata ma con diverse absidi e porte che ne costituiscono gli elementi di maggior interesse. La porta dei leoni rossi (per via del colore del marmo) è sormontata da un elegante protiro del XIII secolo. Il portale, più antico, presenta l’archivolto decorato con fasce in rilievo raffiguranti scene di caccia e pastorali con numerosissime figurine di animali, di cacciatori e di pastori. Queste “storie di pietra” così come definite dagli storici erano funzionali alla natura non solo di luogo spirituale dove la costruzione e gli apparati decorativi dovevano servire da “bibbia dei poveri”  ma anche di fulcro della vita comunitaria. Nell’epoca comunale nella basilica si svolgevano le assemblee popolari e la

capre_lupo_smm

Capre inseguite dal lupo

cattedrale svolgeva anche il compito di rappresentare la comunità con le sue componenti, le famiglie potenti, ma anche le corporazioni. Nella decorazione delle porte della basilica, come in tanti altri esempi romanici trova espressione l’immaginario del tempo, ben oltre le rappresentazioni di ispirazione biblica. Mostri, animali esotici e chimere di ogni tipo sono oggetto della decorazione romanica. Nella basilica di Santa Maria maggiore questo “filone” è ben rappresentato nella porta dei leoni bianchi (a Sud). In quella dei leoni rossi (a Nord,

becco_smm

Un becco

verso la Piazza Vecchia) sono scene realistiche a prevalere: guerrieri ma, soprattutto, pastori e cacciatori. Al di là delle intenzioni simboliche  gli ignoti artisti ci hanno regalato dettagli interessanti dell’abbigliamento e delle armi e attrezzi di cacciatori e pastori. Di più l’insieme degli animali raffigurati è molto informativo.

14947713_10210974210771917_8762714758130651600_n

Un ariete

Prevale la presenza di ovini (dalle fattezze riconducibili all’attuale razza bergamasca – allora già formatisi – se non fosse per la presenza di corna malghesesmmdell’ariete, pochi i bovini, non molte le capre. Un  panorama che coincide con quanto ci raccontano gli storici circa la natura dell’allevamento dell’epoca, ancora largamente basato sulla pecora da lana ma anche, in seconda battuta, da latte.   I bovini oltre che pochi
sono anche rappresentati da buoi, ovvero da animali da lavoro a sottolineare che la transumanza dei bergamì era di là da venire e che in pianura il latte era prevalentemente prodotto dalle greggi ovicaprine che scendevano e risalivano dalle valli.  Belle anche le scene di caccia con cinghiali, cervi e uccelli.

Graditi commenti sullo street food di domenica 30 ottobre

(07.11.16) Lo street-food del festival (capra alla neretese – con i peperoni – polenta con sugo di capra, zuppa di legumi alla vibratese – con fichi e Montepulciano d’Abruzzo) visto da alcuni dei partecipanti: un gruppo di studenti dalla Germania

piatto4

Oggetto: Cronaca tedesca di una capra alla neretese a Bergamo!

MASSIMO PIZZINGRILLI (professore): Domenica scorsa, 30 ottobre, ho avuto la fortuna di capitare a Bergamo con un alcuni miei studenti del Dipartimento di Economia e Scienze sociali della University of Applied Sciences di Osnabrück (Bassa Sassonia), durante un viaggio studio sulle forme alternative di credito e le economie rurali sostenibili. È stata un’occasione imperdibile poter assaggiare, di ritorno dalla Sardegna, le specialità dell’Abruzzo in una città del nord Italia, e in più dare anche agli studenti questo privilegio. Siamo saliti a piazza Mascheroni e abbiamo trovato lo stand della capra alla neretese e la zuppa antica di ceci della Val Vibrata. Con mia gioia ho trovato anche il prof. Francesco Galiffa allo stand, esperto della tradizione abruzzese e non solo, che sulla zuppa di ceci e le antiche ricette del pane aveva già tenuto una lectio magistralis all’evento di CA.MUS. (Catering della Musica) il GIORNO DEL PANE, lo scorso 2 ottobre, a Garrufo di S. Omero (TE). Ho mangiato la zuppa di ceci, squisita, e degustato il montepulciano di Montori. Ho potuto constatare dalle facce di astanti e commensali che anche la capra alla neretese ha fatto un grande successo, del resto la gente non smetteva di mettersi in fila finché non è stato raschiato pure il fondo delle pentole! Bellissima iniziativa.

LEON SENTIS (studente): Purtroppo non sono stato tanto alla festa, sono arrivato tardi. A ogni modo devo dire che il cibo (ho provato la capra) era davvero delizioso. Inoltre la gente dello stand era gentile e l’atmosfera attorno, anche per il luogo ben scelto, era molto bella.

SARAH ALSCHNER (studentessa): Io ho provato purtroppo solo un po’ di capra, era davvero buona. E poi devo dire che mi ha entusiasmato vedere che lo stand è piaciuto così tanto, la fila non terminava mai e alla fine non c’era più nulla, avevano spazzolato tutto!

JUDITH ANNA MARIA HERRES (studentessa): Ho mangiato la zuppa di ceci e a me è piaciuta molto, specialmente per i fichi, per i miei gusti sarebbero potuti essere anche un po’ di più! Questa combinazione di sapori è stata un’esperienza di gusto totalmente nuova per me e accompagnata dal buon vino rosso è stato un pranzo proprio delizioso!

HARALD TRABOLD (professore): Ho mangiato la carne di capra, che era molto buona! Mi sarebbe piaciuto avere giusto un un po’ di peperoni in più, perché nel mio piatto era capitata quasi solo carne. E anche il vino rosso era buonissimo!

NATALIA SPETTER (studentessa): La zuppa di ceci era molto buona e di una buona consistenza, non troppo liquida. È una buona ricetta da rifare e ci proverò sicuramente. È assolutamente un piatto da raccomandare! E anche il vino era buono. La prossima volta sarebbe bello usare stoviglie e posate non di plastica, secondo un modello più sostenibile.

LORENZO GRANI (ristoratore  della TRATTORIA AM RATHAUS a Osnabrück): Innanzitutto mi è piaciuta molto l’idea, socialmente esemplare, che con pochi euro si poteva gustare un piatto di un cuoco stellato! Ho potuto assaggiare la zuppa di ceci, speciale! Il fatto che ci fosse un’alternativa vegana in un repertorio culinario tradizionale è la prova che le vecchie tradizioni non sono affatto anacronistiche, al contrario sono più moderne che mai, lo sguardo indietro ci indica un futuro possibile, con cibo sano e sostenibile… La zuppa mi è piaciuta molto anche per il fatto che era molto densa, che si poteva mangiare anche in piedi, anche camminando per così dire, un cibo di strada ma con le stelle Michelin. E il sapore era semplice ma gustoso, mi è piaciuta tanto, era buonissima!

MARION DRÖGE (studentessa): Domenica scorsa abbiamo trovato nella città vecchia di Bergamo uno stand gastronomico da sogno! Si trovava al centro di una bellissima piazza storica. C’era il sole e 21 gradi in strada. Davanti al gazebo dello stand non finiva mai la fila delle persone che non aspettavano altro che mangiare le specialità di Nereto. Da un grosso pentolone usciva un appetitoso gulasch di capra e dall’altro un delizioso minestrone di ceci. È stata un’esperienza magica.


Sabato 5 novembre. Importante avvenimento al Festival

Il festival prosegue con la mostra “La vacca del povero. La capra nella storia della società e della cultura”. Sabato 5 novembre nell’ambito della mostra alle 17 l’incontro con Anna Kauber, autrice di una grande videoinchiesta sulle donne del pastoralismo e dlel’allevamento ovicaprino. Annaa sarà presente al festival con le “sue” pastore, tra cui la sig.ra Cangemi dell’omonimo caseificio di Partanna (valle del Belice, Trapani) che farà assaggiare il suo superlativo pecorino siciliano nell’ambito di un aperitivo offerto in occasioni dell’evento “al femminile” e dell’inaugurazione della mostra.

.


Grazie a chi ha consentito il successo del week-end inaugurale del Festival

(… ma il festival prosegue)

fara_pascolo

(foto di Sergio Agazzi tratta da bergamo.corriere.it )

Il primo ringraziamento va a frate sole che così generosamente e tempisticamente ha brillato per tutta la giornata. Grazie innanzitutto ai pastori: a Marco Cominelli che “ci ha messo” le pecore, grazie alle colonne dell’associazione pastori (Tino Ziliani e Danilo Agostini) che – con Giulio Campana – si sono trovati a dirigere il traffico (per fortuna modesto) del sabato mattina sulle Mura e che si sono prodigati, anche oltre la generosità, per far si che la “merenda del pastore” ad Astino  sia risultata un gradito momento gioioso e di vero avvicinamento al loro mondo.  A Maurizio Cortinovis e agli altri amici di “Asini si nasce” per la presenza dei loro amici dalle lunghe orecchie; Un grazie speciale alle nuove leve della transumanza bergamasca: a Manuel, Tarzan, al giovanissimo Davide e a tutti gli altri aiuto-pastore, camminatori, simpatizzanti che con la loro presenza hanno contribuito alla “festa delle pecore”. Grazie anche ha chi ha immortalato la “transumanza” con scatti ittipetibili che consentono, anche  a chi non era presente ,di cogliere qualcosa della magia dell’evento.

E poi grazie …

  • a Marta Marilli (www.capre.it), Giulio Campana,  Antonio Gamba che hanno consentito il perfetto svolgimento della Esposizione caprina alla Fara;
  • ad Antonio Delbono e a tutti gli amici di Ardesio (Fiera delle capre/pro loco/Valcanale team) che oltre a supportare in vari modi il Festival, quest’anno hanno portato le loro capre alla Fara (e in Piazza Vecchia);
  • all’Onaf, agli allevatori e agli espositori e a tutti coloro che hanno contribuito ad una giornata speciale con un connotato di “stile rurale” autentico (non “fiera”, non “mostra zootecnica”) in una cornice splendida che fonde un paesaggio urbano carico di storia con la visione delle nostre Orobie;
  • ai Brembaghet, icona musicale del Festival, che come sempre aiutano a creare un’atmosfera ormai irrinunciabile;
  • agli amici venuti apposta a Berghem dalla provincia di Teramo: Francesco Galiffa, Antino Amore, Lorenzo Ferretti. Ci hanno fatto conoscere la loro terra: la val Vibrata e le loro ricette di carni ovicaprine (grazie in particolare alla passione e all’impegno ai fornelli dell chef Ferretti sia sia alla cena di Cà Berizzi che allo street food di Piazza Mascheroni);
  • al Centro studi valle Imagna che ha accolto con entusiasmo la proposta di lanciare in occasione del Festival del pastoralismo una rassegna interregionale di cucina pastorale e contadina (che proseguirà ben oltre il Festival dando vita ad un progetto inedito di rete di cultura e di cucina);
  • agli sponsor privati (Doxal, Casarrigoni, Abies) che hanno creduto anche alla proposta della “Esposizione caprina” e a quelli che ci hanno confermato il loro sostegno;
  • agli sponsor pubblici che hanno già assicurato il loro sostegno (Fondazione comunità bergamasca e – in anticipo – a quelli che lo faranno avere);
  • a Orfeo Damiani  sempre pronto a dare una mano;
  • a Stefano Giovenzana, che coinvolto all’ultimo momento si è prestato ad illustrare le razze caprine alla Fara;
  • all’associazione “Nel nome dei Tasso” e alla proprietà della Villa che hanno ospitato il concerto musicale di Alphorn e la conferenza sul corno alpino;
  • last but not least a Roberto Amaddeo, nella triplice veste di amico del Festival, ristoratore e consigliere delegato di Città alta, per l’aiuto tempestivo nel risolvere gli inevitabili problemi logistici e burocratici mantenendo i collegamenti con gli uffici e la polizia urbana.

Parte il 29 ottobre il Festival 2016

manifestyo2016

CAPRAMICA – Bergamo alta, Porta Sant’Agostino 8-16 ottobre 2016

testatacapramica

Nel contesto di Bergamoscienza il Festival del pastoralismo organizza la mostra-laboratorio Capramica. Aperta mattino e pomeriggio a Porta Sant’Agostino a Città alta a Bergamo. Per i laboratori (da 10 anni in su) prenotazioni al sito di Bergamoscienza (sia scuole che privati)

Capramica stimola, attraverso un percorso didattico, la scoperta di una lunga storia di simbiosi tra l’uomo e un animale. La capra ha accompagnato e assecondato la colonizzazione umana del pianeta, ha svolto un ruolo chiave per la sopravvivenza di molte comunità ma è stata anche stigmatizzata quale animale “nocivo”.  Questi paradossi aiutano a riflettere sul ruolo svolto dagli animali nell’evoluzione delle società umane guardando non solo al passato ma anche all’oggi, al  revival “postmoderno”della capra. Attraverso il confronto con le caratteristiche e le diversità etologiche e anatomo-fisiologiche di altre specie capiamo perché la capra è stata allevata in certi contesti ecologici, sociali, economici molto diversi da quelli di altri animali scoprendo – anche attraverso divertenti e gustosi laboratori – una serie di utilità e di funzioni legate ai prodotti alimentari ma non solo.

Il percorso si sviluppa in due laboratori, uno sul Gusto e uno sulla Manualità.

Note:

La mostra è aperta al pubblico, senza necessità di prenotare, durante gli orari di apertura.

Laboratorio del GUSTO: lun 3, mer 5, ven 7, dom 9, mar 11, gio 13 sab 15 ottobre.

Laboratorio della MANUALITA’: mar 4, gio 6, sab 8, lun 10, mer 12, ven 14, dom 16 ottobre.


IL CAMMINO DEI BERGAMI’

24-26 giugno 2016

PROMOSSA DA AMAMONT (ASSOCIAZiONE AMICI DEGLI ALPEGGI E DELLA MONTAGNA) con l’adesione di Festival del pastoralismo – Bergamo, Cantro studi valle Imagna, Pro Loco Morterone, Comune di Morterone, Comune di Corma Imagna, http://www.ruralpini.it

DSC00943

Una tre giorni a piedi  tra Valsassina, Valtaleggio e Valle Imagna sulle orme dei bergamì, i transumanti bovini, protagonisti della civiltà casearia lombarda.

Considerando la difficoltà di partenza al Venerdì pomeriggio per impegni lavorativi di alcuni  abbiamo considerato l’opzione di partenza al Venerdì sera e al Sabato mattina

Venerdì 24 giugno

  1.  Partenza dalla Stazione di Lecco (dove si arriva comodamente in treno) alle 14.30 (ma si può concordare appuntamento a Ballabio) e trasferimento con auto degli organizzatori alla Colmine di San Pietro (23 km ). La Colmine di San Pietro 1250 m era una parrocchia transumante. I parrocchiani scendevano tutti con le vacche in pianura in inverno e anche il parroco.Partenza dalla Colmine alle 16.30. Percorso a piedi via Olino fino a Morterone a piedi (8 km in leggera discesa per strada sterrata 90′) Arrivo a Morterone ore 18.00. Alloggiamento e breve visita con oggetto le architetture tradizionali e le sculture di arte contemporanea ). 
  2. Arrivo autonomo o aggregandosi ad altri partecipanti (mettendosi d’accordo per incontrarsi a Lecco o Ballabio) in modo da cenare  con chi già arrivato alle 19.30 presso la Trattoria dei Cacciatori ;
  3.  Arrivo autonomo o aggregandosi ad altri partecipanti (mettendosi d’accordo per incontrarsi a Lecco o Ballabio) dopo cena in modo di partecipare a un mini convegno di presentazione di Morterone da parte di Pro Loco e Comune.

DSC00942

Sabato 25 giugno

ore 9.30 Partenza per l’Alpe Valmana (1480 m) (300 m di dislivello in salita). Pranzo in agriturismo in alpeggio all’Alpe Valmana. Pomeriggio sosta lungo il percorso di discesa in Valle Imagna ai Tre Faggi località molto suggestiva(1400 m). Discesa alle contrada Canaggio di Corna e proseguimento a piedi sino alla nuova struttura di Cà Berizzi (fabbricato tradizionale del XVII sec. restaurato) (Contrada Regorda) con intrattenimento musicale. Cena e pernottamento in camere e camerone (struttura nuovissima molto confortevole)

DSC00914

Domenica 26 giugno

Alla mattina visita alla Cà dello stracchino e a tipiche strutture di architettoniche (contrade) di Corna. Pranzo all’Antica locanda Roncaglia. ccompagnamento con auto private dei partecipanti sino a Fuipiano da dove con soli 300 m di salita si ritorna a Morterone (per recupero auto). Chi rientra con i mezzi pubblici scenderà a piedi (o portato con auto private) a Sant’Omobono dove potrà con bus raggiungere Bergamo

Costo alloggio e pranzi  130 € (togliere 45€ se si arriva sabato mattina o 25€ se si arriva Venerdì dopo cena o riparte prima del pranzo di Domenica)

Equipaggiamento:  – zaino piccolo (no colazioni al sacco), scarponcini – giacca a vento/mantella – maglione – pantaloni e maglia di ricambio – calze da scarponcino – cappello da sole + crema solare.

Allenamento: non necessario secondo standard escursionistici  in ragione dello scarso impegno dei percorsi

per info: festivalpastoralismo@gmail.com                           cell.    3282162812

Iscrizione/acconto minimo  di 50 € a persona (che saranno scalati sul costo di pernottamenti/pranzi)  da versare a:

Associazione Festival del Pastoralismo, Via Regorda 6, 24030 Corna Imagna (BG)

IBAN  IT17M033 5901 6001 0000 0133 711             BIC BCITITMX

saldo tramite lo stesso mezzo prima dell’evento o sul posto. Chi pernotta anche la prima sera deve fare avere prenotazione (messaggio email)  entro il giorno 8 giugno e confermare iscrizione entro la settimana successiva.. In assenza di prenotazione entro il giorno 8 non è possibile garantire la sistemazione presso la “Trattoria cacciatori” che ha un limitatissimo numero di camere (anche se sarà possibile con sacco letto alloggiare presso la Pro Loco)


Aperto oltre ai soci delle associazioni promotrici a tutti gli interessati sino a copertura posti
MAPPA: https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1ZAka9ngzcLwK0bVVaWEQ-LhDo2I
(in azzurro il percorso a piedi)

Inizia il tour della mostra sugli alpeggi orobici del Festival del pastoralismo, prossimo appuntamento Santa Brigida (inaugurazione 2 giugno, esposta sino al 21 giugno)

4193c3d9-dd3a-44fa-ab4a-cc3690a2a357

fierardesio

Mutuo Soccorso-Copia.pdf_page_1

Chiusura della Mostra Cargà Mut a Bergamo anticipata al 5 dicembre

Scusandoci per il tardivo annuncio si comunica che per ragioni legate alla disponibilità di volontari per il trasporto e il disallestimento della mostra e la contemporanea apertura della mostra sui campanacci a Brescia abbiamo dovuto chiudere la mostra alla Sala Sant’Agostino a Bergamo alta sabato 5 sera.

pieghevole A4in3.pdf_page_1

pieghevole A4in3.pdf_page_2.png

SABATO 5 DICEMBRE  

POMERIGGIO DEDICATO AI PASTORI DI OGGI

Verrà presentato il nuovo film, uscito questo autunno “Tutti i giorni è lunedì”  sui pastori piemontesi e riproposto “Fuori dal gregge” sui pastori transumanti lombardi. Pastori ed esperti saranno presenti per dialogare con il pubblico. Con assaggio di prodotti.

Ore 17.00  – Sala sopra la Porta Sant’Agostino, Viale delle Mura, Bergamo alta

(fermata bus linea 1 da stazione/città bassa)

Tutti lunedì

Film indagine  “Tutti i giorni è lunedì”, Italia, 2015, (31’)

Il film presenta la figura attuale del pastore sulle Alpi Piemontesi alle prese con problemi vecchi e nuovi ma anche circondata da un nuovo interesse. Si tratta di un lavoro risultato da una indagine pluriennale sugli aspetti agrozoozootecnici ma anche sociali e antropologici. Il tutto coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino (Progetto PROPAST – Sostenibilità dell’allevamento pastorale in Piemonte), sostenuto dall’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte e , nello specifico del film,  dal CAI. Il lavoro che ha visto la partecipazione di alcuni progetti di ricerca dell’area umanistica dell’Università di Torino .

Obiettivo di fondo la comunicazione al pubblico del significato delle attività della montagna. La figura del “pastore” in Piemonte è, come messo in luce da indagini precedenti, largamente sconosciuta. Nell’immaginario collettivo appare ancora fortemente legata a stereotipi tra romanticismo e pregiudizi negativi o si ritiene che il pastore sia oggi provenienza quasi integralmente straniera e poco stabilizzata. Vengono sovente ignorate le componenti positive di ordine sociale, culturale, tecnologico e di valorizzazione multifunzionale dell’attività.

Il film presenta la realtà del pastoralismo nei suoi vari aspetti, dal pascolo vagante in pianura, all’alpeggio tenendo presente le differenze tra chi alleva diverse specie di animali e in contesti molto diversi tra loro. mettendo in evidenza gli aspetti che al pubblico possono apparire “bucolici” ma anche il contrappunto di quelli che fanno del mestiere del pastore un mestiere tutt’oggi  duro che mette a prova chi si accosta ad esso con facile entusiasmo. Ci sono i problemi che da sempre affliggono il pastore come le avversità meteo e i nuovi problemi: i mercati globalizzati, la burocrazia, il ritorno dei lupi e le lamentele da parte dei turisti e bikers spaventati dai cani da protezione delle greggi.

a seguire

fuori_gregge

“Fuori dal gregge” Film inchiesta di Cristina Meneguzzo, Michela Barzanò, Emanuela Cucca (It, col., 2012, 42′)

il film sarà commentato con le autrici e i pastori intervistati che proporranno un assaggio dei loro prodotti tradizionali ottenuti dalle carni dei loro ovini di razza Bergamasca

Documentario, ma anche vera e propria inchiesta e materiale di documentazione sociale (è inserito nel Il Registro delle Eredità Immateriali della LombardiaR.E.I.L.), Fuori dal gregge  racconta l’attività dei pastori transumanti della Lombardia, tra le “montagne” (gli alpeggi) delle valli di Bergamo e Brescia e le pianure del lodigiano, milanese, cremonese dove, in inverno, esercitano tutt’oggi il “pascolo vagante”.

La loro realtà è osservato con un occhio che poco concede alle visioni idilliache e che mostra anche i risvolti meno “poetici” dando spazio ai pastori nel loro auto rappresentarsi. Camminate notturne per evitare il traffico, pascoli miracolosamente ricavati tre capannoni industriali e gli svincoli, un districarsi tra  regole (scritte da chi non conosce la realtà dei pastori) e ostacoli di varia natura.

Un muoversi tra le pieghe del mondo sedentario che rappresenta la costante storica del lavoro del pastore transumante, si potrebbe dire da sempre. Un rapporto con le pecore (anche quando sono tantissime) che sorprende chi non conosca questo mondo e che mette in risalto come il pastore, per quanto pragmatico, continui ad operare sulla base di valori che non sempre coincidono con gli imperativi dell’utile economico. Che pure urgono.

Il rapporto ambivalente con gli altri pastori, fatto di solidarietà ma anche di rivalità, la protesta, autenticamente ecologica contro una corsa alla cementificazione che non si arresta mai, le nuove strade, il ricorrente uso di pesticidi.

Riceputi.pdf_page_1

Bastoni.pdf_page_1

Giuseppe Giovannoni.pdf_page_1

Cirillo_Ruffoni.pdf_page_1

Suoni e sapori di santi e pastori.pdf_page_1

Street-Food_pastore.pdf_page_1

LabMuseoSc.pdf_page_1
onaf.pdf_page_1Ferlinghetti.pdf_page_1
I_Monti_dell_aldila.pdf_page_1

Benetti_Loc3.pdf_page_1mANIFESTO_mOSTRA_2

Programma3

EVENTI PROSSIMO WEEK END





Loghi_Nuovo


Contatti festivalpastoralismo@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...