Valorizzare la lana 31/10/2021

Tavola rotonda “La filiera della lana: per una reale valorizzazione”

organizzata dal GAL Valseriana e Laghi bergamaschi con la collaborazione del Comune di Gandino e dell’Associazione Pastoralismo alpino nell’ambito del progetto “Tramando si innova”.

Domenica 31 ottobre 2021

h 14:30, Sala Convegni Parco dei Colli di Bergamo, Via Valmarina 25

(accesso da via Ramera di Ponteranica, SS 470 della val Brembana)

Prodotti Lana Valgandino

con:

Filippo Servalli – Vicesindaco di Gandino

Carlo Belotti – Gal Valle Seriana e Laghi Bergamaschi

Daniele Savoldelli – Pastore

Massimo Bosio – Progetto Lana Valgandino

Luciano Canali – Progettista impianti tessili

Alberto Parolini – Coop. sociale Abili al Lavoro-Omnes in Unum

coordina: Michele Corti, pres. ass. Pastoralismo alpino

è prevista la partecipazione, al termine dei lavori dell’assessore regionale all’agricoltura, Fabio Rolfi

Con la chiusura, nel 2018, dello storico impianto di lavaggio della ditta Lanificio Ariete di Gandino (famiglia Pasini), l’Italia settentrionale (ma non solo) ha perso un punto di riferimento per il conferimento delle lane autoctone, a partire da quelle dei pastori transumanti bergamasco-camuni eredi di quelli che, per secoli, transitarono per Gandino durante le loro transumanze per la tosa sul posto le pecore che alimentava le locali industrie laniere. La lana sucida (ovvero non lavata) è materia difficilmente conservabile che deve essere smaltita quale sottoprodotto di origine animale. I pastori sono costretti a conferire, a loro spese, la lana agli impianti di smaltimento. Eppure la lana continua a essere un materiale prezioso dal quale si possono ottenere prodotti per l’abbigliamento, l’arredamento, l’edilizia e sottoprodotti (concimi, industria cosmesi). Si aprirebbero interessanti prospettive qualora il “collo di bottiglia” della filiera venisse rimosso, riattivando a Gandino, dove sono presenti competenze e risorse e una filiera laniera che comprende filatura, tessitura, tintura, finissaggio e che, con il marchio Lana Valgandino, potrebbe – come da prove intraprese negli scorsi anni – utilizzare la lana dei pastori per determinate linee di prodotto.

pezze di lana bergamasca

Piccole filiere artigianali, che lavoravano le lane autoctone, erano sorte anche in altre valli e località della Lombardia (Valtellina, Valcamonica, Brianza), per non parlare della Val d’Aosta, del Piemonte, del Trentino e del Veneto. Tutte queste iniziative sono al palo perché le soluzioni testate per risolvere il problema della chiusura dell’impianto di lavaggio gandinese, comportano: costi elevati non sostenibili, qualità inadeguate del prodotto lavato. I microimpianti (a parte i costi) possono soddisfare le esigenze di lavaggio solo di piccoli greggi operando in ambito aziendale (poche decine di kg lavati al giorno). L’unica soluzione realistica appare un progetto per il conferimento organizzato quantomeno delle lane delle regioni alpino-padano-venete ad un unico centro che potrebbe, sulla base dell’attivazione di un impianto di moderna concezione (riciclo di acqua e calore), operare il lavaggio a condizioni economicamente sostenibili. Il progetto relativo al nuovo impianto di lavaggio, per di più, verrebbe affiancato a quello di una cereria, in grado di risolvere un problema analogo degli apicoltori e valorizzare un’altra preziosa risorsa agricola.

Quest’anno, in diversi incontri appassionati (i soggetti che gravitano nella filiera artigianale della lana sono molti e mossi da forte passione), che si sono svolti in alta Valtellina e a Biella, è emersa la volontà di procedere in modo coordinato tra le regioni al fine della soluzione dei problemi. L’incontro di Gandino rappresenta una tappa importante di un percorso che, secondo gli auscpici di molti, potrebbe vedere una svolta entro la fine dell’anno.

Gandino