Il corno di San Glisente (XV sec.) è tornato a suonare

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Il corno di San Glisente (XV sec.) è tornato a suonare sulle vette della Val Camonica.
In occasione della tradizionale festa di San Glisente, il 26 luglio 2015, si è ripetuto l’antichissimo raduno dei valligiani di Valcamonica e Valtrompia alla chiesa di San Glisente, la cui cripta, scavata nella roccia, testimonia di un’architettura raffinata e sapiente, databile intorno ai primi secoli dell’anno Mille.

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Preciso è l’orientamento, tanto che al solstizio d’inverno una lama di luce penetra a illuminare la cripta e ad annunciare, lassù a 2000 m, il momento in cui inizia il cammino solare verso la primavera.

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La devozione al Santo dei pastori si perde nella notte dei tempi ed è ribadita da un grandioso dipinto del XV secolo nella chiesa di San Lorenzo sopra Berzo inferiore. I quattro personaggi sembrano tracciare la vita del santo, nelle leggende reputato  guerriero di Carlo Magno, dedito alla fine della sua esistenza alla evangelizzazione dei pastori, rifugiatosi nell’eremo del monte che sovrasta Berzo sulla sinistra orografica della Valle Camonica.

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Il dipinto mostra Glisente all’atto di deporre la spada, poi seduto a mungere una pecora e ancora orante davanti alla chiesetta a lui dedicata. Sullo sfondo, non meno statutario, un pastore con bastone e lungo corno in legno che, nella suggestiva interpretazione dello studioso Germano Melotti, rappresenterebbe l’altra versione della leggenda, quella che vuole il santo nato tra i pastori e poi assurto a vita eremitica.

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Proprio il corno in legno, identificato dal prof. Giovanni Mocchi come una delle più antiche testimonianze di corno pastorale in Europa e presentato un convegno internazionale svoltosi in primavera a Berzo inferiore, è tornato a suonare sui pascoli di San Glisente il 26 luglio 2015, nella ricostruzione fatta da Andrea Passoni, alphornista di fama internazionale.
Il medesimo strumento, databile 500 aC., è stato ritrovato in torbiere della Danimarca, e viene tutt’ora utilizzato dai contadini in Romania, a raccontare una storia e cultura che accomuna  2500 anni di vita pastorale in Europa.
Oltre a Berzo inferiore, questi corni vengono ricostruiti e utilizzati a Saviore dell’Adamello e a Valcanale, in Alta Val Seriana, dove le profonde valli e le vette rispondono a eco a questo affascinante suono finalmente ritrovato.

 

 

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