NOVEMBRE 2014

Nuovi_loghi

PROGRAMMA FESTIVAL DEL PASTORALISMO

25 OTTOBRE 2014 – 6 GENNAIO 2015

BERGAMO CITTA’ ALTA  (vai alla mappa)

NOVEMBRE 

Presentazione libri, concerti, conferenze, visite guidate alle mostre, laboratori didattici per le scuole (in allestimento)

Sabato 1 novembre ore 16.00 – Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto
Film Di padre in figlia e conversazione/assaggio prodotti caseari con la protagonista (vai ai dettagli dell’evento e del film)

Domenica 2 novembre – Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto
ore 10.30
STRUMENTI MUSICALI DELLA TRADIZIONE PASTORALE Visita guidata a cura di Valter Biella, liutaio ed esperto di musiche e strumenti etnici.
15.30 – Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto Visita guidata gratuita  sul tema ECOLOGIA DEGLI ALPEGGI
A partire dagli esemplari d’erbario esposti nella Sala Viscontea, esploriamo il mondo dei prati e pascoli in relazione con l’ecologia degli alpeggi, scoprendo quante e quali relazioni intercorrono fra le piante, gli animali domesticati dall’uomo, gli animali selvatici e le forme del paesaggio. Un ultimo momento sarà dedicato all’osservazione della conca verde ai piedi di Largo Colle Aperto, per comprendere dal vivo le modificazioni del paesaggio operate dall’uomo. A cura di Stefano Soavi, naturalista e agrotecnico.

Domenica, 9 novembre 2014  Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto ore 14,30

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA PAESAGGI SONORI D’ALPEGGIO PER NON VEDENTI

con Giovanni Mocchi, etnomusicologo.
Il panorama alpino è estremamente ricco di suggestioni sonore, sia per i fenomeni naturali che raccontano il grande e spontaneo concerto della Natura, che per l’apporto dell’uomo. Da millenni la gente di montagna ha utilizzato il paesaggio come anfiteatro dei propri richiami vocali e sonori, dei riti ancestrali e dei momenti musicali. Grazie a documenti scritti, a tradizioni ancora oggi in uso e agli strumenti sonoro-musicali in mostra si ricrea l’atmosfera del mondo rurale alpino, a partire dai suoni di strumenti della preistoria, fino a quelli ancora oggi utilizzati nella comunicazione, nella conduzione degli armenti, nei riti legati ai cicli solari, nelle feste laiche e religiose.

ore 16,00 LIBRI ED AUTORI

Gli autori Giovanni Mocchi e Manuel Schiavi presentano il libro con videolink: CAMPANACCI, FANTOCCI E FALÒ. RITI AGRO-PASTORALI DI RISVEGLIO DELLA NATURA, Ardesio 2014. Interviene Antonio Delbono, testimonial della Scasada del Zenerù di Ardesio (BG).
Nelle notti d’inverno, con cadenze misurate sull’orologio astrale, in tutta Europa l’aria viene scossa dal rombo di campanacci, si accendono falò e si bruciano fantocci per propiziare il ritorno della primavera. Il testo e i video, patrocinati dal Consiglio regionale della Lombardia, documentano approfonditamente diversi di questi riti, con uno sguardo privilegiato in area lombarda e italiana e riferimenti all’Europa e al mondo. Le affinità – nei suoni, nel cerimoniale, negli strumenti – consentono di delineare un simbolismo ricorrente della civiltà agro-pastorale che dall’Età del Ferro giunge fino alle soglie del nostro millennio. Sono pagine e video (con accesso gratuito in internet) che, grazie al contributo personale dei protagonisti e alla loro memoria storica, fissano le ultime tracce di una cultura affidata per secoli quasi esclusivamente alla trasmissione orale.
Per il lettore un itinerario alla scoperta di luoghi d’arte e tradizioni spesso di nicchia, ma gelosamente conservati, per i protagonisti dei riti un’occasione per comprendere il significato profondo della propria cultura, tutt’altro che marginale o residua.

Domenica, 16 novembre 2014 ore 10,30 Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto

LIBRI ED AUTORI

L’autore Michele Corti presenta il libro: I RIBELLI DEL BITTO. QUANDO UNA TRADIZIONE CASEARIA DIVENTA EVERSIVA,  Slow Food editore, Bra (Cn), 2011.
Con degustazione di Bitto storico, audiovisivi e la presenza del Casaro Giuseppe Giovannoni (accompagnamento vino Valcalepio Doc)

Il libro narra la storia recente e secolare di questo prestigioso formaggio, l’unico al mondo in grado di stagionare oltre 10 anni. Bitto e Branzi sono stati per secoli due nomi che indicavano lo stesso prodotto. Forse il migliore formaggio di tutte le Alpi. Si chiamava Bitto quello venduto a Morbegno, Branzi quello che affluiva ai Branzi per la Fiera di San Matteo. Acquistato a partite intera da commercianti-stagionatori di Bergamo veniva trasportato sino in città e qui fatto stagionare sinché non raggiungeva la consistenza adatta ad essere grattugiato. I produttori degli alpeggi delle Valli del Bitto e della Val Brembana, hanno condotto una ventennale battaglia per evitare che il Bitto, di cui conservano i metodi di produzione secolari (latte di capra orobica, senza mangimi e fermenti selezionati), venisse confuso con un prodotto ‘tipico’ di tutta la provincia di Sondrio ottenuto con medodi di produzione ‘modernizzati’. Dopo anni di strenua resistenza casearia le istituzioni si sono oggi rese conto che i produttori ‘dissidenti’ non solo non si piegavano ma acquisivano sempre più consensi a Bergamo, in Lombardia e nel mondo. Di qui la decisione di stretta attualità riconoscere la loro ‘diversità’ (annunciata il 10 novembre 2014 a Gerola).

Sabato, 22 novembre 2014 ore 16,00 Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto

USI TRADIZIONALI DELLE ERBE OFFICINALI. DEGUSTAZIONI  Con Italo Bigioli, Mostra permanente degli usi tradizionali delle erbe officinali di Saviore dell’Adamello
Nell’estate del 1996, una delegazione di “Amici della Natura” di Saviore si trovava in Arizona, nella Riserva degli Apache per scambi culturali. Gli Apache posero due condizioni per venire in Valcamonica: incontrare i partigiani e le donne che conoscevano le erbe medicinali. Iniziò così il nostro interesse per il mondo delle erbe officinali e soprattutto per i loro usi locali. Con l’aiuto di tutta la comunità iniziò una ricerca che portò ad allestire la Mostra permanente degli usi tradizionali delle erbe officinali.

Domenica 23 novembre ore 15,00 – 18,00  Sala Curò, Piazza Cittadella, Bergamo
CONVEGNO SUONI DEL LAVORO E DEL RITO NEL MONDO RURALE ALPINO
Nella civiltà agro-pastorale gli strumenti del lavoro entrano spesso a far parte dei momenti rituali. Più che una commistione di ambiti è una vera e propria loro nobilitazione, documentata in arco alpino anche nelle incisioni rupestri. Ciò accade soprattutto in ambito sonoro in quanto il suono non solo in arco alpino fu ingrediente magico e ‘voce degli dei’.

Intervengono:

  • Giovanni Mocchi, etnomusicologo. Corni e campanacci per il pascolo e nei riti calendariali;
  • Valter Biella, esperto di strumenti etnici bergamaschi. Corni in corteccia, Bal del mort e Danza macabra;
  • Adriano Aimar,  studioso di tradizioni piemontesi. La tradizione del suono del corno per il saluto al Pianeta Venere, stella dei pastori;
  • Francesca Muller, etnomusicologa. L’ alphorn: repertori e contesti tradizionali
  • Andrea Passoni, suonatore di Alphorn (repertori e dimostrazioni)

Modera Michele Corti, ruralista.

Sabato, 29 novembre 2014 ore 16,00 LIBRI ED AUTORI  – Sala Viscontea dell’Orto botanico, Passaggio Torre d’Adalberto
L’autrice Marzia Verona presenta il libro fotografico PASCOLO VAGANTE (con prefazione di Annibale Salsa)

Era un giorno d’estate del 2003 quando, per la prima volta, ne sento parlare da un pastore che sta sorvegliando il suo gregge in alta montagna. Val Germanasca, luglio 2013. Quell’incontro cambierà la mia vita. L’anno seguente ritorno lassù e ritrovo le pecore e l’uomo. Inizia una chiacchierata che non si è mai interrotta e che prosegue ogni volta che scorgo un gregge in un campo, lungo una strada trafficata, intorno ad un laghetto alpino, sulle sponde di un fiume. La vita del pascolo vagante e dei suoi protagonisti l’ho osservata, fotografata, toccata con mano, annusata. Per qualche tempo è anche stata la mia. Anche se oggi non posso più viverla dal di dentro, la “malattia” resta e non riesco a staccarmi da quel mondo. Non è facile far capire a chi non lo conosce cosa significhi la passione per le pecore e l’esistenza del pastore vagante. Tento di narrarla con le parole e con le immagini, ma non è sicuramente sufficiente. Dopo 10 anni, voglio proporvi una selezione. Un viaggio fotografico realizzato camminando insieme al gregge, tra ritratti, momenti di vita e di lavoro, stagioni, fiere, transumanze, scatti realizzati in dieci anni principalmente tra Piemonte, Svizzera, Francia, Lombardia, Val d’Aosta.

Domenica, 30 novembre 2014

ore 9,00 – 19,00 ARTIGIANATO D’AUTORE Spazio antistante la mostra Paesaggi sonori d’alpeggio (Passaggio Torre d’Adalberto): VETRINA DI CAMPANACCI LAVORATI A MANO di Silvio dlè ciòche

ore 10,30 FILM ED AUTORI:  FUORI DAL GREGGE. L’ATTIVITÀ DEI PASTORI TRANSUMANTI LOMBARDI di Cristina Meneguzzo, Michela Barzanò, Emanuela Cucca (It, col., 2012, 42′)

Documentario ma anche vera e propria inchiesta e materiale di documentazione sociale (inserito  Il Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia – R.E.I.L.). Fuori dal gregge  racconta l’attività dei pastori transumanti della Lombardia, tra le “montagne” e gli (alpeggi) delle valli di Bergamo e Brescia e le pianure del lodigiano, milanese, cremonese dove in inverno i pastori esercitano tutt’oggi il “pascolo vagante”. Il tutto osservato con un occhio che non concede alcuno spazio alle visioni idilliache, che mostra anche i risvolti meno “poetici” dando spazio ai pastori nel loro auto rappresentarsi. Camminate notturne per evitare il traffico, pascoli miracolosamente ricavati tre capannoni industriali e gli svincoli, un districarsi tra  regole (scritte da chi non conosce la realtà dei pastori) e ostacoli di varia natura. Un muoversi tra le pieghe del mondo sedentario che rappresenta la costante storica del lavoro del pastore transumante si potrebbe dire da sempre. Un rapporto con le pecore (anche quando sono tantissime) che sorprende chi non conosca questo mondo e che mette in risalto come il pastore continui ad operare sulla base di valori che non sempre coincidono con gli imperativi dell’utile economico. Che pure urgono. Il rapporto ambivalente con gli altri pastori, fatto di solidarietà ma anche di rivalità, la protesta, autenticamente ecologica contro una corsa alla cementificazione che non si arresta mai, le nuove strade, il ricorrente uso di pesticidi.

Domenica, 30 novembre 2014 ore 16,00 Sala Viscontea. Passaggio Torre d’Adalberto, Bergamo Alta

LA MUSICA E GLI STRUMENTI MUSICALI NELLA TRADIZIONE POPOLARE BERGAMASCA con Valter Biella, esperto in strumenti musicali popolari

L’incontro vuole essere un viaggio di suoni e informazioni sul ricco patrimonio della cultura musicale popolare bergamasca, frutto di un lavoro trentennale di ricerca:

  • Il baghèt, la cornamusa bergamasca, è presente fin dalla fine del 1300 nelle valli orobiche, imparentata con le altre cornamuse del Nord Europa;
  • La musica delle campane a festa, conosciuta come “l’allegrezza”, il suono che ha accompagnato per secoli tutti i momenti aggregativi della comunità, i riti della religiosità, le ricorrenze gioiose e tragiche;
  • Le campanine, strumento su cui i campanari si esercitavano e ancora si esercitano per mantenere viva la tradizione delle campane a festa;
  • I flauti costruiti Valle Imagna, strumenti preparati su torni arcaici, caratteristici di una valle bergamasca specializzata ancora oggi in manufatti di legno.

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