CAMPANACCI

Un campanaccio per il Festival del pastoralismo

CAMP

La ditta CAMP ha prodotto in occasione del Festival del Pastoralismo un tipo particolare e nuovo di campano dedicato alle pecore ed ispirato ai modelli piemontesi, come le bersane del forgiatore Luigino Poma di Brachiello, scomparso senza discendenti nel 2013, che dei suoi modelli diceva con orgoglio: “Qui sono nati e qui devono morire”.

Le Chamonix a bocca quadra danno un suono tipico da gregge, unendo il timbro argentino della classica Chamonix a quello più secco delle quadre.

Dal testo G: Mocchi ‘Campanacci, fantocci e falò. Riti agro-pastorali di risveglio della Natura’ Ardesio 2014

La CAMP, ditta di Premana, terra di grandi tradizioni produttive e culturali, produce la maggior parte dei campanacci utilizzati in Europa con punte di 20.000 campanacci all’anno che competono con i modelli svizzeri e francesi. Un risultato ottenuto con capacità imprenditoriali e ricerca continua.

Quando a 11 anni, nel 1931, Mario Silistrini forgiatore di Bienno (BS) era giunto a Premana per vedere la produzione dei Codega, ricordava di aver trovato in officina le capre. Oggi una grande struttura all’avanguardia ospita magazzini, macchinari, uffici, mentre al telefono la reception automatica in italiano e inglese pronuncia il nome CAMP all’inglese, in origine acronimo delle iniziali di ‘Codega Antonio, Metilde Premana’, oggi di‘Costruzione Articoli Montagna Premana’.

Se il settore alpinistico della CAMP è proiettato al futuro, quello dei campani deve la sua qualità ai modelli messi a punto con anni di sperimentazioni da Antonio Codega (1899-1984), che a partire dal 1920 iniziò la produzione. Dai suoi appunti con i calcoli delle misure, i correttivi, la valutazione dei costi fatta con metodo scientifico, si evince la classe del personaggio che ebbe la fortuna di trovare nei figli, Nicolino, Orazio, Samuele, Benedetto, e nei pronipoti altrettanta imprenditorialità (www.varrone.it). Il figlio Orazio portò la riconoscibilità della ditta a livello mondiale, sempre presente alle maggiori fiere internazionali; Samuele si dedicò al settore dei campanacci, che ora viene gestito da suo figlio Andrea.

Contrariamente ai forgiatori artigianali, tutti i campani della CAMP hanno un ottimo standard di qualità nel suono e nella robustezza. Sono difatti intonati nel rispetto del rapporto tra il suono prodotto dalla parete e quello della cavità che fa da cassa di risonanza, superando in robustezza quelli svizzeri e francesi che più facilmente subiscono fessurazioni. Plumpe, Appenzeller, Trichel, Schellen, Bisse in area svizzero tedesca e sonnettes, clarines, chamonix in quella francese, poiché sono prodotte artigianalmente, hanno anche una grande variazione nella qualità del suono, comprese le Devouassoud Chamonix che gli esigentissimi cultori selezionano con estrema attenzione. Lo standard delle Premana è invece garantito da una lavorazione con macchinari all’avanguardia, unita all’intervento a mano di operai specializzati. Sono cambiati i materiali, soprattutto le lamiere, oggi in acciaio al carbonio, mentre i modelli sono riusciti a conquistarsi l’orecchio di pastori e allevatori e oggi vengono ormai considerati classici e di tradizione. L’introduzione del laser per la marchiatura personalizzata, la colorazione a serigrafia secondo le esigenze del mercato stanno aprendo nuovi spazi, anche se il meglio di sé i campani continuano a darlo sui pascoli, dove il loro suono inconfondibile punteggia il paesaggio alpino.

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