Pulito l’oratorio campestre

(12/09/2021) Oggi grandi pulizie all’antica chiesa campestre del Corneanello a Rivolta d’Adda. L’oratorio, sulla antica strada per Casirate, esisteva già nel 1100 sul sito dove sorgeva anche un castello.

In vista della tappa della transumanza dei Bergamini a Rivolta (28/09/2021) che comprenderà la visita guidata in carrozza a questo oratorio, le donne che si prendono cura della chiesetta, i volontari dell’associazione pastoralismo alpino e della Pro loco di Rivolta si sono impegnati in un’opera di pulizia straordinaria dell’edificio sacro.

Le rotture delle reti anti-piccioni e la conseguente intrusione dei pennuti nella cella campanaria, avevano determinato un accumulo impressionante di guano che intasava le scalette di accesso alla cella campanaria stessa e dilagava sul coro e sul pavimento dell’aula dell’oratorio. Dopo un lavoro impegnativo la chiesetta è stata restituita a una condizione dignitosa.

Il ritorno della pecora da latte

FESTIVAL DEL PASTORALISMO DI BERGAMO Il ritorno della pecora da latte nelle valli bergamasche

(31.10.19) C’e’ in vista un arricchimento ulteriore della ricchissima varietà di tradizioni e tecniche casearie delle valli orobiche, sancita dalla proclamazione di Bergamo città creativa Unesco per la gastronomia non più tardi di ieri.
Sabato 2 novembre al Parco dei colli (Via Valmarina, Bergamo) si parlerà infatti
(convegno dalle 10) delle possibilità di avviare allevamenti di pecore da latte nelle valli , si parlerà anche delle problematiche dell’allevamento di questo tipo di animale e delle razze ovine con questa attitudine. Chi seguirà la “Giornata della pecora da latte” potrà assistere alla mungitura e alla caseificazione del latte ovino. A età giornata non mancherà la polenta (monovarietale con la farina del mais antico delle Fiorine di Clusone) accompagnata da formaggi vaccini e ovini e salumi di pecora.

Una curiosità? Una moda? No, nel modo più assoluto. Il Festival del pastoralismo ha la vocazione per proporre temi storici e culturali per favorire riscoperte e rispolvero di tradizioni dimenticate. Non solo in modo fine a sé stesso ma per incentivare l’economia del territorio (agroalimentare e turistica). Il tema della pecora da latte è un tema storico serio.

Da noi la caseificazione del latte ovino declina con la modernità mentre la vacca da latte compie la sua marcia trionfale legata all’intensificazione agrozootecnica e all’affermarsi di economie di mercato. Oggi, però, sono in atto fenomeni opposti. In montagna c’è il rischio dell’abbandono se non si promuovono forme di gestione agropastorale estensiva che abbiano valore economico ed ecologico. La capra si è già presa le sue rivincite, ora è la volta del della pecora da latte. E’ un ritorno, non una novità. Pochi sanno che, sino al Trecento, anche in Lombardia (al monte come al piano) il formaggio era prevalentemente ovino. E si è continuato a produrlo sino all’Ottocento.

Si fa l’errore di considerare la produzione di latte (e formaggi) ovini una esclusiva delle regioni mediterranee. In realtà il formaggio ovino era quello più consumato nella pianura padana ma anche nell’Europa centro settentrionale sino al Trecento. Anche in Inghilterra. Da noi gli alpeggi del vescovo di Bergamo erano caricati con pecore da latte. Ma le nostre pecore sono state munte ancora per secoli.
In tempi recenti, dopo che la lana, con gli anni ’60 del secolo scorso. è crollata di valore, l pecora Bergamasca è diventata sempre più “da carne” e siamo rimasti così senza pecore d latte. Chi oggi è interessato a recuperare una nicchia produttiva con il latte e i formaggi ovini, deve quindi rivolgersi altrove. Le pecore da latte più vicine sono quelle del Piemonte sud-occidentale. Qui troviamo la Frabosana delle Alpi marittime e la Langarola delle colline. Un’altra pecora piuttosto “vicina”, simile alle precedenti e presente in pianura padana con le transumanza era la Massese. Vanno quindi conosciute per poter scegliere. Poi ci sono la Sarda, la Frisona (olandese), la Lacaune (francese), la Assaf (israeliana)


A Dalmine con Luciano Ravasio

A DALMINE PRIMA TAPPA DELLA TRANSUMANZA DEI BERGAMINI (con Luciano Ravasio)

(29.09.2020) Arrivano finalmente i meritati tributi ai bergamì, a questi personaggi così emblematici, “veramente figli della terra di Bergamo” come scriveva il Volpi nel 1930, ma che possiamo dire anche veramente figli della terra lombarda, di cui conoscevano valli e pianure. Dopo il film “L’ultimo bergamino”, proiettitato per la prima volta a Fuipiano lo scorso sabato 26 settembre (seconda proiezione a Inzago, Milano dove è stato girato, domani 30 settembre ) arriva anche la canzone. Che non poteva che essere della voce bergamasca per eccellenza, attenta alle radici rurali e pastorali della tèra de bèrghem: Luciano Ravasio. Sotto il programma della prima giornata della Transumanza dei bergamini con la tappa a DALMINE

Partirà domani dalla Trucca (nei pressi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII), la Transumanza dei bergamini Bergamo – Gorgonzola. Non una sfilata rievocativa di pochi chilometri ma un tragitto di 40 km percorso con una piccola mandria di bovini da latte (Fabrizio Bertolazzi di Serina) reduce dall’alpeggio in alta val Brembana. Una transumanza “a scala 1:1” quindi, con tutti i problemi di una transumanza vera. A partire dalla ricerca dei prati lungo il percorso dove far sostare e pascolare gli animali e dalla ricerca di strade poco o nulla trafficate (facendo riscoprire aspetti suggestivi e inaspettati del territorio). Anche nella prima tappa Bergamo – Dalmine, pur nel contesto dell’intensa urbanizzazione si transiterà su vecchie strade campestri. A causa della visita, del ministro Manfredi all’Università, è stata annullato il passaggio per le vie di Città bassa (già percorse dalle “mini transumanze” del 2017 e 2019). Così il convoglio dei bergamini entrerà subito in territorio di Treviolo e arriverà a Dalmine (piazza del mercato e area a prato adiacente) alle 16.

Dalle 18 in piazza del mercato vi sarà distribuzione di polenta di farina di mais Spinato di Gandino condita con strachitunt dop e taleggio dop con latte della val Taleggio caseificato in val Taleggio a latte crudo (coop Sant’Antonio Vedeseta) nonché di casoncelli della bergamasca e scarpinocc di Parre conditi con burro di montagna (latteria sociale di Branzi) (accompagnamento Valcalepio doc).

Vi sarà la possibilità di acquistare formaggi, il cappello dei bergamini, il bastone dei pastori, libri. La serata della transumanza a Dalmine comprenderà la messa in scena di “quadri di vita bergamina”. Una teatralizzazione che vedrà attori protagonisti il Giopì e la Margì e il milanese Marino Zerbin. Un dialogo in bergamasco e in milanese che sottolinea come i bergamì fossero dei “ponti” tra la realtà bergamasca e qualla milanese (ma anche lodigiana, cremasca, bresciana e anche oltre).

Concluderà la serata (alle 21) Luciano Ravasio. Il noto cantautore bergamasco non poteva mancare a questo appuntamento dal momento che ha di recente composto una canzone dedicata proprio ai bergamì “cow boy nostrani a piedi” canta Tavasio (ma sempre con i cavalli e sapevano cavalcare a pelo). Il programma di Ravasio spazierà da canzoni popolari a tema a riferimenti alla recente triste vicenda Covid. Per ri-partire (come facevano sempre i bergamini anche dopo le “botte”).

Conclusa la Transumanza a Gorgonzola

(05/10/2020) Si è conclusa ieri, domenica 4 ottobre a Gorgonzola la Transumanza dei bergamini 2020. Quattro tappe per quaranta chilometri. Partita con il sole mercoledì da Bergamo è arrivata a Gorgonzola (dopo una tappa in piazza a Inzago) con un sole splendente. Solo la giornata di venerdì 2 è stata caratterizzata dalla pioggia che ha costretto ad annullare il programma serale.

Attraversando 13 comuni, nel contesto di un territorio fortemente urbanizzato, la transumanza di quest’anno – prima esperienza in assoluto di questo genere di rievocazioni in Lombardia – ha rappresentato un “collaudo” impegnativo per l’organizzazione del Festival del pastoralismo. Che è stato superato grazie all’impegno di una cinquantina di volontari aderenti a diverse associazioni.

Per il prossimo anno, con una decina di giorni di anticipo (alla sera iniziava a fare fresco e umido anche nelle belle giornate) , l’appuntamento è lungo la tratta Bergamo – Lodi.

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In ricordo di Tino Ziliani

In ricordo di Tino Ziliani

Tino al primo Festival del pastoralismo di Bergamo (il “campo dei pastori” ad Astino

Il Festival del pastoralismo intende dedicare a Tino Ziliani, che fu tra gli attivi promotori della prima edizione nel 2014, un evento – dedicato alle greggi e ai pastori – da tenersi in primavera a Spirano (Bg). Tino è scomparso improvvisamente il 24 febbraio e vi è il fondato timore che anche l’anniversario non potrà essere l’occasione per quella commemorazione che gli amici di Tino aspettano. Non è certo il caso di organizzare una commemorazione online. Anche l’appuntamento di primavera, a metà aprile, non è affatto al riparo dalle misure Covid.

In qualche modo è però giusto ricordarlo – senza aspettare le calende greche – con delle qualcosa che vada al di là del necrologio. Michele Corti, presidente del Festival del pastoralismo, che ha seguito, sin dalla nascita nel 2000, l’Associazione pastori camuni (poi “lombardi”) presieduta da Tino, ha scritto una traccia di una biografia di Tino che potrà essere ampliata quando sarà possibile spostarsi, incontrare di persona i parenti, gli amici, i tosatori, i pastori e ricostruire la sua figura come essa merita.

Tino Ziliani e l’Associazione pastori lombardi (in ricordo di un pastore)

Bergamo capitale della transumanza

Bergamo si consacra capitale della transumanza del Nord Italia con i bergamini e la pecora “Gigante di Bergamo”

(25/10/2019) Bergamini e pecora “Gigante di Bergamo” al centro della sesta edizione del Festival del pastoralismo di Bergamo. Il Festival del pastoralismo si conferma come manifestazione che collega storia e tradizione con aspetti di attualità che riguardano anche l’economia del territorio (turismo e agroalimantere, ma non solo).

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Il week-end inaugurale del Festival (che si protrarrà sino al 17 novembre) segue quello dedicato ai formaggi con una edizione speciale di FORME che ha coinciso anche con il World Cheese Award e la presentazione della pubblicazione sulle Cheese valleys, le valli orobiche culla di grandi tradizioni casearie, alla base della candidatura Unesco di Bergamo a “città creativa per la gastronomia”.

Non è solo passaggio di testimone tra eventi, ma un nesso profondo che lega queste iniziative. Il Festival, infatti, celebra la transumanza dei bergamini (con la sfilata rievocativa Sabato 26 per le vie di Bergamo bassa) perché sono loro: gli allevatori-casari transumanti che per sei secoli hanno fatto i pendolari con le loro mucche tra le valli e la Bassa, ad aver posto le basi della grande tradizione casearia orobica. La sfilata termina in Piazza Pontida (mercatino formaggi delle valli, polenta)

Domenica 27 con la ormai tradizionale Transumanza delle pecore sulle mura e sui colli di Bergamo si celebra, invece, l’altro aspetto del pastoralismo e della transumanza bergamaschi: quello legato alla pecora Bergamasca (la “Gigante di Bergamo”) e al suo sistema transumante. Arrivo alle 12 a Valmarina (Parco dei colli) con degustazioni di carne di pecora bergamasca, formaggi, polenta. Qui musica tradizionale bergamasca con baghet e flauti di Pan.

Bergamo capitale della transumanza del Nord Italia quindi, perché sia i bergamini con le loro mandrie e le loro attività casearie, che i pastori con le loro pecore, hanno impresso un forte influsso bergamasco e lombardo alla realtà pastorale e casearia alpino-padana. La Mostra aperta alla Porta Sant’Agostino (inaugurazione Sabato 26 ore 18) che resterà aperta (ore 10-19) tutti i week end e il ponte dei Santi, racconta di come la pecora Bergamasca ha impresso i suoi caratteri alla generalità delle razze ovine alpine. Essa è accompagnata da due mostre che guardano alla pecora e ai pastori con occhio d’artista (opere a soggetto pastorale di Giacomo Piccinini, noto pittore novecentesco bergamasco) e foto del giovane fotografo venero Mauro Scattolini che ha seguito assiduamente due pastori dell’alta val Seriana.

Pecora animale dalle grandi utilità. Non solo carne ma anche latte e lana. Il 2 Novembre alla sede del Parco dei Colli ci sarà una Giornata della pecora da latte con un convegno tecnico, una dimostrazione di caseificazione di latte ovino e una esposizione di razze di pecore da latte (in carne e ossa e lana). Nel Festival vi saranno anche presentazioni di libri e convegni anche su questioni di attualità. “Che fare dopo la chiusura del lavaggio lana di Gandino, ultimo del Nord Italia?” (incontro il 16 pomeriggio a Porta Sant’Agostino). “Come valorizzare i greggi transumanti per la cura dell’ambiente delle aste fluviali dell’Adda e del Brembo” (incontro il 16 mattina sempre alla Porta Sant’Agostino).

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